Irriducibili del vitalizio alla carica. La delibera Fico torna sotto assedio. A Montecitorio nuovi ricorsi dopo la sentenza di aprile. E al Senato riconvocata la Commissione contenziosa

di Filippo Satta
Politica

Vitalizi, dove eravamo rimasti? Attenzione, ci sono movimenti. Alla Camera, dopo la sentenza del consiglio giurisdizionale del 22 aprile, l’aria è cambiata: parecchi ex deputati in difficoltà economiche e di salute precaria – in prima fila l’ex ds, Franco Grillini, colpito da mieloma e oggi invalido totale – si sono fatti avanti per chiedere l’annullamento del taglio e gli uffici hanno già in corso istruttorie anche sulle richieste di qualche vedova. La decisione del consiglio (presidente Alberto Losacco, Pd, più Stefania Ascari, M5S, e Silvia Covolo, Lega) ha infatti spalancato le porte ai loro ricorsi, riconoscendo che la maggior parte di chi ha chiesto la sospensiva è composta di anziani fisicamente mal messi: oltre 6 su 10 hanno subito tagli tra il 35 e il 60 per cento, più della metà ha oltre 75 anni, il 12 per cento ha superato i 90.

CAVALLI DI TROIA. Risultato? Gli effetti “più gravosi” della delibera taglia-vitalizi del 2018 hanno colpito coloro che “avendo iniziato a ricevere il vitalizio in epoca più remota, sono oggi in grandissima maggioranza in età avanzata”. E a passarsela male, secondo Losacco & Co, sono soprattutto le vedove: ignorando le “esigenze dell’età avanzata”, “l’aumento dei bisogni materiali” e “l’impossibilità di reperire mezzi di sostentamento diversi”, la riforma voluta da Roberto Fico non ha previsto per loro nessuna forma di salvaguardia. Quindi, via libera alla revisione delle posizioni più critiche, anche se molti M5S temono che l’avvento di un presidente meno rigorista possa domani allargare le maglie delle deroghe e beneficiare tutti, purché vecchietti e/o dotati di qualche acciacco.

INTERESSI IN CONFLITTO. Pure il Senato dà segni di vita: entro la settimana si dovrebbe riunire la commissione contenziosa per affrontare 771 ricorsi anti-taglio. Materia scottante anche per via della commissione medesima: su 5 membri, in origine, ben due – il presidente, Giacomo Caliendo (nella foto), e il relatore, l’ex magistrato Cesare Martellino – erano di area FI e amici stretti di uno dei ricorrenti, Nitto Palma, l’ex ministro berlusconiano alla Giustizia che oggi è capo di gabinetto della presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati. Come se non bastasse, nel gruppo era di famiglia pure Mauro Paniz, altro ex parlamentare targato Fi e oggi avvocato di buona parte dei ricorrenti.

MIRACOLI A MADAMA. Rimaneggiata più volte, tra polemiche (la concessione a Roberto Formigoni, condannato in via definitiva per corruzione, di una pensione sociale di circa 700 euro perché “indigente”) e dimissioni (primi ad andarsene sono stati Elvira Evangelista, vicepresidente M5S, e il suo supplente Francesco Castiello), la Contenziosa si riunirà dopo il lockdown per la prima volta. A presiederla sarà sempre Caliendo, membri effettivi rimarranno Alessandra Riccardi (M5S) e Simone Pillon (Lega), mentre il nuovo relatore sarà un supplente: Giuseppe della Torre del Tempio di Sanguinetto, presidente del tribunale di Papa Bergoglio fino al 2019, chiamato in soccorso d alla Casellati dopo la manifestazione M5S anti-vitalizi. Anche se il suo, di vitalizio, in realtà è già al sicuro: un anno fa, da neo presidente del Senato, e nonostante il divieto di cumulo e la bocciatura del primo ricorso, queen Elizabeth è riuscita ad accaparrarsi pure gli arretrati (non tagliati) per i tre anni e spicci in cui è stata membro laico, e lautamente retribuito, del Csm. A spanne, circa 200mila euro netti. Noblesse oblige.