Lo dicono anche le agenzie di intelligence americane. Ovvero il premier di Israele Benjamin Netanyahu adotterà iniziative per ostacolare il raggiungimento di un accordo di pace duraturo con l’Iran. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali Israele sarebbe intenzionato a proseguire le operazioni contro Hezbollah in Libano. Ma lo dicono soprattutto i fatti. Pur auspicando la preservazione del “rapporto vitale” con gli Stati Uniti, Netanyahu ha comunque ribadito che le forze israeliane rimarranno nel Libano meridionale “finché le esigenze di sicurezza lo richiederanno”, sebbene il memorandum d’intesa preveda la fine delle ostilità “su tutte le aree”.
Israele bombarda l’accordo Usa-Iran. L’ira di Teheran contro Netanyahu
Ieri mattina, per tenere fede alle parole di Netanyahu, l’Idf ha lanciato un’offensiva aerea sul sud del Libano, che ha provocato decine di morti. Ieri pomeriggio è stato annunciato il cessate il fuoco tra Israele ed Hezbollah e subito dopo è stato violato da Tel Aviv. Un nuovo raid israeliano ha colpito il centro di Sejoud, nel sud del Libano, dopo l’annuncio. L’agenzia di Beirut ha inoltre segnalato il sorvolo di droni sopra alcuni villaggi vicino a Tiro, mentre un corrispondente dell’Afp ha affermato di aver sentito continui colpi di artiglieria a Nabatiyeh.
I ministri degli Esteri di Pakistan e Iran, Mohammed Ishaq Dar e Seyed Abbas Araghchi, “si sono confrontati sugli sviluppi regionali e hanno evidenziato le violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele in Libano, esprimendo seria preoccupazione per la situazione”: lo ha affermato il ministero degli Esteri di Islamabad in un post su X.
I fatti e le conseguenze
La conseguenza di queste violazioni è stato il rinvio dei negoziati previsti in Svizzera tra Iran e Stati Uniti. Lo ha annunciato il governo svizzero poche ore dopo la cancellazione del viaggio del vicepresidente statunitense JD Vance nel Paese alpino. “I colloqui previsti tra Stati Uniti, Iran, Qatar e Pakistan sono stati rinviati. La Svizzera resta disponibile a facilitare tali colloqui. Il relativo lavoro preparatorio prosegue”, ha annunciato il ministero degli Esteri in un messaggio inviato all’Afp, senza specificare una nuova data per i colloqui. “I colloqui tra Iran e Stati Uniti in Svizzera sono stati rinviati a causa della serie di attacchi aerei letali sferrati da Israele nel Libano meridionale, secondo quanto riferito da tre fonti informate sulla questione”, ha riportato il Financial Times.
Le garanzie
“Gli iraniani hanno chiesto garanzie che le ostilità in Libano cessino, come previsto dall’accordo firmato, e i mediatori stanno attualmente lavorando per risolvere la questione”, ha dichiarato un diplomatico a conoscenza della questione. Gli attacchi israeliani a Beirut hanno ripetutamente minacciato di far deragliare i negoziati tra Stati Uniti e Iran, con il presidente americano Donald Trump che ha espresso apertamente la propria frustrazione per l’insistenza di Israele nel proseguire la propria offensiva, nota il quotidiano della City.
L’Iran ha mantenuto ferma la propria posizione di “niente Libano, niente accordo”, ha affermato una seconda fonte a conoscenza dei negoziati, aggiungendo che Teheran ritiene di poter avere il sopravvento e di poter ottenere concessioni da Washington riguardo alla guerra di Israele contro il Libano. Secondo il primo diplomatico, il messaggio degli iraniani era: “Noi abbiamo frenato Hezbollah, gli Stati Uniti non riescono a frenare Israele. Finché non lo faranno, non ci presenteremo”.
La durata del rinvio
Due delle fonti hanno riferito che i colloqui erano stati provvisoriamente riprogrammati per lunedì, ma che ciò dipendeva dalla situazione in Libano. Una terza fonte ha affermato che resta ancora da confermare la durata del rinvio. Il portavoce del ministro degli Esteri iraniano ha condannato fermamente le recenti operazioni militari israeliane e “gli atti terroristici” contro diverse regioni del Libano. Ismaeil Baghaei ha messo in guardia dalle immediate conseguenze delle azioni di escalation del regime e ha ritenuto gli Stati Uniti direttamente responsabili, citando le violazioni del memorandum di pace firmato il 17 giugno. Trump ha dichiarato di aver chiesto a Israele il cessate il fuoco con Hezbollah. Ma il punto è se Israele cambierà verso o continuerà con le violazioni come ha ripetutamente fatto.