L’Istat lancia l’allarme: i prezzi alla produzione dell’industria in calo dello 0,7% a dicembre e del 1,4% su base annua

Prezzi alla produzione dell’industria in frenata a dicembre 2025: -0,7% su base mensile e -1,4% annua. I dati Istat settore per settore.

L’Istat lancia l’allarme: i prezzi alla produzione dell’industria in calo dello 0,7% a dicembre e del 1,4% su base annua

Complici le tensioni internazionali, i prezzi alla produzione dell’industria chiudono il 2025 con un segno meno ben più marcato del previsto. A dicembre, secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istat, l’indice registra una diminuzione dello 0,7% su base mensile, in peggioramento rispetto al -0,2% tendenziale di novembre, e addirittura dell’1,4% su base annua. Un rallentamento molto marcato che riflette dinamiche differenti tra mercato interno ed estero, e che sconta il peso del caro energia.

Guardando ai dati sul mercato interno, la flessione è più accentuata. Secondo l’Istat la flessione è stata di -0,9% rispetto a novembre e -2% su base annua. Al netto dell’energia, però, il quadro cambia. I prezzi risultano stabili nel confronto con il mese precedente e mostrano una crescita tendenziale ancora positiva, seppure in lieve attenuazione, pari a +0,9%. È il segnale di una tenuta dei comparti manifatturieri non energetici, nonostante un contesto di domanda debole.

Più contenuto il calo sul mercato estero, dove i prezzi diminuiscono dello 0,3% su base mensile, con andamenti simili tra area euro e area non euro. Su base annua, invece, si registra una crescita dello 0,3%, trainata soprattutto dall’area euro (+0,6%), mentre resta negativo il contributo dei Paesi extra Ue.

L’Istat lancia l’allarme: i prezzi alla produzione dell’industria in calo dello 0,7% a dicembre e del 1,4% su base annua

Guardando ai settori produttivi, a dicembre le flessioni tendenziali più ampie riguardano coke e prodotti petroliferi raffinati, penalizzati dal crollo dei prezzi energetici. Male anche i prodotti chimici e l’industria del legno, della carta e della stampa che sono in flessione. In controtendenza, invece, alcuni comparti manifatturieri, come i prodotti farmaceutici, la metallurgia e le altre industrie manifatturiere, che mostrano aumenti significativi, soprattutto sul mercato estero.

Nel complesso del 2025, i prezzi alla produzione dell’industria crescono in media dell’1,8%, invertendo il calo del 2024. La crescita è stata più sostenuta sul mercato interno (+2,7%) rispetto a quello estero (+0,6%), segnalando una progressiva normalizzazione dopo le forti tensioni degli anni precedenti.

Segnali contrastanti arrivano anche dal comparto delle costruzioni. A dicembre, i prezzi per edifici residenziali e non residenziali aumentano dello 0,2% su base mensile e dell’1,5% su base annua, mentre quelli di strade e ferrovie segnano un calo congiunturale dello 0,5%, pur restando positivi nel confronto annuo. Dati che confermano una fase di rallentamento, ma non di vera inversione di tendenza.