Italia Far West, stretta sulle armi. I giallorossi chiedono un giro di vite. M5S, Pd e Leu sposano la proposta del dem Verini. Mentre le destre difendono la giustizia fai da te

armi Verini
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Girano troppe armi e soprattutto troppi pistoleri. In Italia si susseguono da tempo i drammi causati da chi ha in casa pistole e fucili e ne fa un uso improprio, soprattutto per compiere femminicidi. Troppo blandi del resto gli stessi controlli nel rilascio del porto d’armi e troppo scarsi quelli successivi sui possessori delle stesse.

Il deputato dem Walter Verini (nella foto), per cercare una soluzione a quella che sta diventando una vera e propria piaga, ha presentato una proposta di legge al fine di stringere sui controlli. E a sostenere l’iniziativa sono subito intervenuti 28 suoi colleghi del Partito democratico, di Italia Viva, di Leu e del Movimento 5 Stelle.

I 29 parlamentari sostengono che “le tragedie a cui siamo costretti ad assistere testimoniano di come troppo spesso le armi si trovino in mani «sbagliate» o che, magari, sono diventate «sbagliate» nel corso del tempo. E non mancano di dare un colpo a quella bandiera delle destre rappresentata dalla difesa sempre legittima: “Negli anni si è cercato di trasmettere e di legittimare l’implicito messaggio imperniato sulla difesa fai da te”, aggiungendo che c’è chi ha cercato di seguire l’esempio di Paesi in cui la diffusione delle armi ha portato anche a “un intreccio di affari con la politica”.

La proposta di legge prevede, tra l’altro, che alla richiesta per il porto d’armi e per il suo rinnovo debba essere allegato un apposito certificato medico di idoneità psico-fisica, rilasciato da una commissione medica, oltre a una serie di forme di monitoraggio e controllo della vendita e della detenzione delle armi.

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