In Italia l’incidenza continua ad aumentare. Siamo a 155 contagi ogni centomila abitanti. La Germania assediata dal Covid va verso l’obbligo vaccinale

La massima incidenza dei contagi si concentra in Germania, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Irlanda, Grecia e nell’Europa dell'Est.

In Italia, secondo i dati contenuti nell’ultimo monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di Sanità e Ministero della Salute (qui il focus), l’incidenza settimanale a livello nazionale dei casi Covid continua ad aumentare: 155 per 100mila abitanti (26/11/-02/12/) rispetto a 125 per 100mila abitanti della settimana precedente.

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Nel periodo 10 novembre–23 novembre , l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,20 (range 1,12 – 1,28), al di sopra della soglia epidemica. E’ in diminuzione, ma ancora sopra la soglia epidemica l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero.

Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 7,3% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 02 dicembre) vs il 6,2% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 25 novembre). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 9,1%.

Una Regione risulta classificata a rischio basso, 20 Regioni/PPAA risultano classificate a rischio moderato. Tra queste, due Regioni – Alto Adige e Friuli – sono ad alta probabilità di progressione a rischio alto. E da lunedì prossimo proprio l’Alto Adige, come già accaduto nel caso del Friuli Venezia Giulia (leggi l’articolo), andrà in zona gialla. Il resto d’Italia resta, invece, nella fascia bianca.

La Germania assediata dal Covid va verso l’obbligo vaccinale

La nuova mutazione Omicron “potrebbe avere un sostanziale vantaggio di crescita rispetto alla Delta” e mettere in ginocchio l’Europa. A dirlo è il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), secondo cui, in base ai dati preliminari raccolti dal Sudafrica e presentati nel suo nuovo report. Così gli Stati corrono ai ripari e il primo a muoversi è la Germania, il più colpito dalla nuova ondata. Angela Merkel ha annunciato un lockdown per i non vaccinati.

Il governo di Berlino ha infatti intenzione di estendere il modello 2G (Green Pass riconosciuto solo a chi è immunizzato o guarito dal Covid, con l’esclusione di chi presenta un semplice tampone negativo) al commercio al dettaglio su base federale. Si tratta di una delle decisioni contenute nel pacchetto varato dall’ultima conferenza Stato-Regioni. Ma non solo.

La Germania avvierà il dibattito parlamentare per il vaccino obbligatorio anticovid. “La situazione è seria e il carico sulle strutture sanitarie è in parte già ai limiti”, per cui serve “un atto nazionale di solidarietà”, ha detto la cancelliera Merkel, per ridurre il numero dei contagi e la pressione sul sistema sanitario. Il Centro Ue sostiene che il rischio associato all’ulteriore introduzione e diffusione della variante in Ue “è valutato da alto a molto alto”.

L’evidenza dei casi iniziali di questa nuova variante che è stata raccolta da tutto il mondo è limitata, si legge, ma suggerisce che “Omicron può essere associata a una trasmissibilità maggiore rispetto a Delta, sebbene manchino ancora prove solide. Rimane una notevole incertezza relativa all’efficacia del vaccino, al rischio di reinfezione e ad altre proprietà di Omicron”. Rimangono “altamente incerte”, poi, le “stime attuali sulla gravità dell’infezione associata a Omicron”.

L’aggravarsi della situazione in tutto il continente europeo ha quindi fatto aumentare ulteriormente le zone rosse, quelle a maggior rischio, nella mappa dell’Ecdc. Solo Italia e Spagna presentano aree di colore giallo, quindi a rischio ancora non elevato di contagio. Per quanto riguarda l’Italia si tratta di Piemonte, Toscana, Umbria, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna. In Spagna solo una regione mantiene il colore giallo: l’Estremadura. La massima incidenza dei contagi si concentra in Germania, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Irlanda, Grecia e nell’Europa dell’Est.

Ma gli esperti sudafricani, Paese dal quale ha preso origine la nuova variante del coronavirus, sostengono che non ci siano evidenze di una maggiore resistenza ai vaccini da parte di Omicron, l’Ecdc ritiene che “la presenza di mutazioni multiple nella proteina Spike della variante Omicron di Sars-CoV-2 indica un’elevata probabilità di riduzione dell’attività neutralizzante da parte degli anticorpi indotti da infezione” pregressa “o vaccinazione”.

Questo significa che potrebbe verificarsi un calo dell’immunità di vaccinati e guariti, ma non è chiaro di quanto: “Dati preliminari – spiegano gli esperti – suggeriscono che Omicron potrebbe essere associata a un aumento del rischio di reinfezione in Sudafrica. Tuttavia la misura in cui Omicron elude o erode l’immunità derivata da vaccino o precedente infezione rimane incerta”. Insomma, un quadro epidemiologico non ancora del tutto chiaro e in divenire. Cruciali, anche per le misure da adottare per contrastare la diffusione della variante, saranno quindi le prossime settimane.

Pubblicato il - Aggiornato il alle 08:12
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