L’Italia è ancora il quarto Paese per contagi, alle spalle di Usa, Francia e India. Per l’Oms il rischio Omicron rimane molto alto: la scorsa settimana toccato il record di 21 milioni di nuovi casi

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Secondo l’Oms il livello di rischio relativo alla variante Omicron rimane ancora molto alto. A provarlo è il numero di nuovi casi di contagio che ha raggiunto un altro record la scorsa settimana: “Sono stati segnalati oltre 21 milioni di nuovi casi, che rappresentano il numero più alto di casi settimanali registrati dall’inizio della pandemia”.

L’Organizzazione mondiale della sanità nel suo aggiornamento settimanale epidemiologico ha affermato, inoltre, che il numero di nuove infezioni è aumentato del 5% nella settimana fino a domenica, rispetto all’aumento del 20% registrato la settimana prima. “Un aumento più lento dell’incidenza dei casi è stato osservato a livello globale”, ha affermato ancora l’Oms. Nello stesso periodo sono stati segnalati anche quasi 50.000 nuovi decessi, una cifra simile alla settimana prima. Il rapporto afferma anche che Omicron ha continuato ad aumentare il suo dominio a livello globale sulle altre varianti di preoccupazione.

“L’attuale epidemiologia globale della SARS-CoV-2 è caratterizzata dal predominio della variante Omicron su scala globale, dal continuo declino della prevalenza della variante Delta e dalla circolazione di livello molto basso delle varianti Alpha, Beta e Gamma”, ha detto l’Oms. “I paesi che hanno registrato un rapido aumento dei casi di Omicron a novembre e dicembre 2021 sono stati o stanno iniziando a vedere un calo dei casi. Tuttavia, “sulla base delle prove attualmente disponibili, il rischio complessivo relativo alla variante Omicron rimane molto elevato”. L’Oms ha segnalato che dai campioni raccolti negli ultimi 30 giorni che sono stati sequenziati e caricati sull’iniziativa scientifica globale Gisaid, Omicron ha rappresentato l’89,1%. Mentre la Delta ora rappresenta il 10,7 percento.

L’Italia, segnala ancora l’Oms nel suo aggiornamento, è al secondo posto nella regione europea per il numero di vittime Covid nella settimana che va dal 17 al 23 gennaio, con 4,1 decessi ogni 100mila abitanti. Il numero più alto di nuove morti in quest’area è stato infatti segnalato dalla Federazione Russa (4.792, 3,3 ogni 100mila abitanti, -7%), seguita appunto dall’Italia che con 2.440 nuovi decessi settimanali (+24%) è anche quarta a livello mondiale dopo Usa, Russia e India. Segue il Regno Unito (1.888 nuove morti, 2,8 per 100mila, dati simili alla settimana precedente).

In generale, il numero dei decessi settimanali nella regione europea diminuisce del 5%, con un totale di oltre 21mila morti segnalate. Dalla metà di dicembre 2021, il numero di contagi nell’area europea ha continuato a crescere: la regione ha segnalato oltre 10 milioni di nuovi casi questa settimana, con un aumento del 13% rispetto ai 7 giorni precedenti. E l’Italia resta fra i primi Paesi anche sul fronte dei contagi settimanali. Con 1.231.741 casi in 7 giorni (2.065,2 per 100mila abitanti, dato stabile rispetto alla settimana precedente) è seconda nella regione europea, dopo la Francia che conta oltre 2,4 milioni di nuovi casi (3.757,4 ogni 100mila abitanti, +21%). Terza per contagi nell’area è la Germania (715.470 nuovi casi, 860,3 per 100mila, +57%).

A livello mondiale, indica ancora l’Oms, l’Italia è ancora il quarto Paese per contagi, alle spalle di Usa, Francia e India. Tornando nella regione europea, 34 Paesi (55%) hanno segnalato un aumento maggiore del 20% nei casi Covid settimanali. Le crescite più alte sono quelle riportate da Kosovo (13.126 contro 2.990 nuovi casi, +339%), Moldavia (19.083 contro 8.019 contagi in 7 giorni, +138%) e Armenia (4.094 contro 1.762, +132%).

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