L’Italia riparte. Riaprono bar e negozi. Conte: “Il Paese si sta rimettendo in moto. Disciplina e senso civico continueranno a essere fondamentali e cruciali”

dalla Redazione
Politica

Il premier Giuseppe Conte, dopo l’intesa raggiunta con regioni, parti sociali e associazioni di categoria, ha firmato, ieri sera, il nuovo dpcm (qui il documento) contenente le disposizione per affrontare, da oggi, la nuova fase dell’emergenza Coronavirus dopo 69 giorni di lockdown. Per quanto riguarda le attività commerciali, da oggi riaprono i negozi di vendita al dettaglio (quali ad esempio abbigliamento, calzature ecc.), le attività legate alla cura della persona (parrucchieri, barbieri e centri estetici), così come le attività per la ristorazione (bar ristoranti, pizzerie, gelaterie, pub, ecc.). Riprendono la loro attività anche gli stabilimenti balneari, così come potranno riprendere gli allenamenti degli sport di squadra e riapriranno i musei. Da oggi è prevista anche la ripresa delle celebrazioni liturgiche e religiose. Palestre, piscine, centri sportivi riprenderanno, invece, dal 25 maggio, mentre cinema e teatri potranno riaprire dal 15 giugno. Dal 3 giugno saranno di nuovo possibili gli spostamenti tra regioni.

“Oggi entriamo a pieno regime nella Fase 2, ci inoltriamo con fiducia e responsabilità nella strada che ci conduce al ripristino delle ordinarie attività di vita sociale ed economica. Il Paese si sta rimettendo in moto, in maniera prudente e ordinata, seguendo le indicazioni del Governo”. E’ quanto scrive in una lettera, inviata a Leggo, il presidente Conte a proposito della ripartenza. “Gli italiani, operai, impiegati, professionisti, studenti, mamme, papà – aggiunge il presidente del Consiglio -, si sono ritrovati da un giorno all’altro a dover fare i conti con una quotidianità letteralmente stravolta a causa del Covid-19. Tanti cittadini, tanti pendolari, ogni giorno prendono il bus, la metro, il treno, per recarsi o tornare dal lavoro, da Milano a Roma a Napoli, con disagi aggravati dalla necessità di proteggersi dal virus. Nostro dovere è ridurre il più possibile queste difficoltà”.

“Gli italiani stanno confermando di aver fatto proprio quell’appello alla responsabilità – scrive Conte -, alla disciplina e al senso civico, che continueranno a essere fondamentali e cruciali anche e soprattutto nelle prossime settimane. Non dimentichiamo, infatti, che la strada è ancora lunga e non dovremo mai abbassare la guardia. Proteggeremo noi stessi e i nostri cari rispettando le regole di precauzione e di sicurezza che sono ormai note a tutti. Tra queste: l’obbligo della mascherina su tram, bus, su tutti i mezzi pubblici e nei luoghi chiusi accessibili ai cittadini; la necessità di mantenere e poter garantire la distanza fisica di un metro e il divieto di creare assembramenti. Certo, se prendiamo a esempio i mezzi pubblici, siamo consapevoli che, in alcune particolari circostanze e in alcune fasce orarie, non sarà affatto facile rispettare queste cautele. Ma con l’impegno di tutti i cittadini e di tutto il personale dei servizi di trasporto e di tutti gli altri servizi offerti al pubblico, riusciremo ad essere all’altezza di questa sfida”.

“Da oggi, quindi, si potrà uscire di casa senza nessuna autocertificazione – ribadisce Conte – e circolare liberamente all’interno della propria regione. Potremo ricominciare a riprendere con prudenza la nostra vita sociale, tornare a incontrare gli amici, andare al mare, in montagna, al lago, leggere un libro in un parco. Dal 25 maggio riapriranno anche le palestre. Ovviamente sempre nel rispetto delle regole sulle distanze e sulle protezioni individuali. Da oggi, inoltre, dopo la prima ripartenza del 4 maggio, altri milioni di italiani riprenderanno a lavorare. Ci sono persone, però, che in queste settimane sono rimaste senza lavoro e senza uno stipendio, commercianti che rischiano di chiudere per sempre la propria attività, imprenditori che non sanno se potranno continuare a produrre. Saranno mesi molto duri e complessi, non dobbiamo nascondercelo. Come ho già detto più volte, stiamo affrontando la prova più dura dal Dopoguerra”.

“Il Governo – va avanti il presidente del Consiglio – ne è pienamente consapevole. Stiamo facendo l’impossibile per venire incontro in tempi ancora più rapidi alle esigenze di tutti. Con il decreto Rilancio abbiamo introdotto nuove significative misure economiche attraverso cui rafforziamo ulteriormente il sostegno per i lavoratori, potenziando la cassa integrazione e il bonus per gli autonomi che, attraverso due tranches, potrà arrivare anche a 1.600 euro. Stiamo facendo in modo che questi aiuti arrivino a tutti e in maniera più veloce di quanto sia accaduto sino ad oggi. Introduciamo nuove misure di rilancio e sostegno alle imprese, per dare impulso alla crescita e accompagnare l’economia verso la ripartenza, attraverso contributi a fondo perduto, riduzione delle tasse, sconti fiscali, sgravi per gli affitti, bollette elettriche più leggere”.

“Siamo vicini anche ai tanti cittadini in difficoltà troppo spesso invisibili – aggiunge il premier -, ai nostri giovani che sono alle prese con la precarietà e l’assenza di un lavoro, difficoltà acuite da questa emergenza. Hanno tutti bisogno di un gesto, di una mano dallo Stato per riuscire a rialzarsi e ripartire: il reddito di emergenza. Uno strumento con il quale sosterremo anche i nuclei familiari maggiormente esposti alle ristrettezze. Aiutiamo le famiglie, specie quelle con figli che devono fare i conti con il problema delle scuole chiuse e per le quali abbiamo predisposto un ventaglio di offerte per i bambini a carattere ludico-ricreativo. Quelle stesse famiglie che, ancora una volta, si sono rivelate uno straordinario ammortizzatore sociale nei momenti di crisi e a cui, anche nei giorni scorsi, il suo giornale ha dedicato vari approfondimenti, sollecitando le Istituzioni a prendersene maggiormente cura”.

“Sappiamo che anche gli ultimi decreti legge – conclude nella lettera Conte – non potranno essere la soluzione per tutti i problemi economici e sociali che stiamo vivendo. Siamo al lavoro giorno e notte per fare ancora di più e meglio. Il Governo non è sordo alle tante difficoltà che i cittadini stanno vivendo, e intende affrontarle una per una, assumendosi tutte le proprie responsabilità. Tornare alla normalità è un po’ come imparare di nuovo a camminare. Lo Stato conta di esserci per rimuovere e superare gli ostacoli. Un passo alla volta, con prudenza e attenzione, in modo da evitare di cadere e tornare indietro. L’Italia tornerà a correre”.

Giovedì 21 maggio, alle 9.30, il presidente del Consiglio Conte farà il punto sull’emergenza Coronavirus nel corso di una informativa urgente nell’Aula della Camera. L’informativa a Montecitorio era stata inizialmente convocata martedì 19.