Iva, Ipt, bollo. Così il costo dell’automobile lievita (in modo diverso) in tutta Europa. In Italia accise salatissime

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L’automobile sta lentamente tornando a essere un bene di lusso. Un’affermazione banale, forse un po’ qualunquista, ma maledettamente vera, alla luce anche di un sistema di tassazione che fa sì che il costo della vettura non sia l’unico onere di cui un proprietario deve tenere conto. Funziona così, con differenze sostanziali, in tutta l’Unione Europea. Neppure il calo dei prezzi delle Rca registrato nel 2014 può fare sorridere i guidatori europei, alle prese con una pressione fiscale che genera, in tutto il Vecchio Continente, qualcosa come 396 euro di denaro circolante solo per pagare tributi, oneri e gabelle varie.

Automobile e fisco: l’indagine di Acea

Acea – Associazione Costruttori europei di auto– ha condotto un’analisi sulla fiscalità europea in tema di possesso e gestione di un’automobile di proprietà, rivelando come in tutta Europea vengano versati, in modalità differenti, significativi contributi che gravano giornalmente sul portafogli del guidatore. Iva, tasse sull’acquisto e accise sul carburante rappresentano una voce a cui (quasi) tutti i cittadini automuniti del sistema UE sono chiamati a far fronte.

Tassa sull’acquisto

L’acquisto di una nuova automobile implica la necessità di pagare anche la tassa sull’acquisto del bene, ovvero l’IVA. In Europa tale onere è quantificato tra il 17% del costo totale previsto in Lussemburgo e Malta fino al 27% dell’Ungheria. In Italia l’IVA (nella speranza che si scongiuri il tanto temuto aumento) è pari al 22%, leggermente più alta rispetto alla media europea del 21,5%. Un valore più alto rispetto a quello di tutte le principali potenze europee come Germania (19%), Francia, Regno Unito (per entrambe al 20%) e Spagna (21%).

Tassa sull’immatricolazione

Al momento dell’immatricolazione dell’automobile, lo Stato batte di nuovo cassa. In Italia la tassa sull’immatricolazione è chiamata Imposta provinciale di trascrizione (Ipt), il cui ammontare è proporzionale alla potenza in kW del motore e varia a livello provinciale. Tale onere non è previsto in tutti gli Stati UE (in Regno Unito, Lussemburgo, Germania, Estonia, Svezia, Bulgaria e Repubblica Ceca non esiste), mentre in altri Paesi essa dipende dalla quantità di emissioni di anidride carbonica oppure è stimata attraverso formule ibride che prendono in considerazione molteplici parametri.

Tassa sul possesso

In italia è comunemente definito bollo auto e si tratta della tassa sul possesso dell’automobile. Il contributo in Italia è a carico di chiunque possieda un veicolo di proprietà, a prescindere dal fatto che esso venga utilizzato o meno. In italia, l’ammontare del bollo dipende dalla potenza del motore, altri Stati prendono in considerazione anche la massa e il livello di emissioni. In Repubblica Ceca, Estonia, Francia, Lituania, Polonia e Slovacchia non è prevista alcuna tassa sulla proprietà.

Accise

Le accise sui prodotti petroliferi vedono l’Italia tra le regine dei guadagni – e gli italiani i cittadini più tartassati. Il valore della tassa è calcolato in euro per 1000 litri di carburante. La media europa è pari a 359 euro per 1.000 litri di benzina e di 330 per la stessa quantità di gasolio. In italia, invece, ne paghiamo 728. Solo l’Olanda, con i suoi 766 euro per 1000 litri di benzina, presenta accise più care delle nostre. Italia leader anche per le accise sul gasolio: anche qui il Belpaese è secondo e i 617 euro/1000 litri versati sono secondi solo ai 674 del Regno Unito. E sono soddisfazioni.

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