Juve-Roma, la politica fa autogol

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di Gaetano Pedullà

E siamo alla partita della vita. Non quella che si giocano stamattina Governo e sindacati su riforma del Lavoro e articolo 18. E neppure il derby ormai all’ultimo respiro tra premier e minoranza del Pd presa a schiaffi dal voto di fiducia autorizzato ieri sul Job Act. La partita della vita invece è proprio una partita di pallone, dentro la quale c’è però tutta la metafora di questa Italia: il calcio come religione, l’evocazione dei poteri forti (La Juve, la Fiat, gli Agnelli, va be’ ci siamo capiti) e dei grandi scandali (Moggi, calciopoli, affaropoli) fino alla solita divisione in Orazi e Curiazi (o Montecchi e Capuleti, o Coppi e Bartali o Berlusconi e anti Berlusconi… a noi dividerci c’è sempre piaciuto tanto). Perché stupirsi allora se Juventus-Roma finisce a Montecitorio con tanto di interrogazione parlamentare, o alla Consob e persino all’Unione europea? La situazione è grave ma non è seria, diceva Flaiano. Dopo settimane con le Camere bloccate solo per eleggere due giudici della Consulta c’è così chi vuole coinvolgere le istituzioni nelle più classiche chiacchiere da bar dello sport. La politica che fa autogol.

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