Torna a salire la tensione tra Corea del Nord e Corea del Sud. Il leader nordcoreano Kim Jong Un, con un colpo di teatro e sullo sfondo delle tensioni internazionali, ha fatto rimuovere ogni riferimento alla “riunificazione pacifica” con il Sud dallo statuto del Partito dei Lavoratori. Per effetto di questa decisione, Pyongyang torna a considerare Seul un attore ostile e pericoloso, da contenere e contrastare.
La nuova direttiva è emersa grazie alla pubblicazione del testo integrale dello statuto da parte dell’Istituto per la sicurezza nazionale sudcoreano, che per la prima volta lo ha reso accessibile al pubblico. Già nel giugno 2024, i servizi segreti di Seul avevano fatto sapere che il partito aveva modificato lo statuto per allinearlo alle nuove direttive di Pyongyang, ma mancava ancora un testo ufficiale che lo confermasse.
Kim Jong Un rompe con la Corea del Sud: Pyongyang cancella la “riunificazione pacifica”
Nel documento, che include anche le modifiche approvate lo scorso febbraio durante il Nono congresso del partito, spariscono inoltre i riferimenti alla presenza militare americana nel Sud e alle cosiddette “forze esterne”.
Sostanzialmente, Kim Jong Un decreta che la riunificazione pacifica con Seul non sia più un obiettivo realistico, archiviando di fatto i sogni di arrivare a una sola nazione nella penisola coreana.
Dal documento emerge anche un’altra inattesa novità: in caso di guerra, sarà possibile sospendere le elezioni interne, mentre per entrare nel partito ora serviranno almeno 20 anni, non più 18.