Tajani insegue l’escalation con Mosca, Salvini frena: “Ansia anti-russa che mi preoccupa”. M5s: “Fate come il Vaticano e fermate l’escalation”

Tajani si accoda ai falchi che vogliono aprire le ostilità con Mosca, ma trova la netta contrarietà di Salvini. I 5S invitano a fermare l'escalation e pure Vannacci dice la sua

Tajani insegue l’escalation con Mosca, Salvini frena: “Ansia anti-russa che mi preoccupa”. M5s: “Fate come il Vaticano e fermate l’escalation”

Mentre l’Europa alza i toni contro Mosca, l’Italia sceglie di accodarsi ai falchi. Antonio Tajani, di ritorno dalla riunione informale dei ministri degli Esteri Ue a Wicklow, in Irlanda, ieri ha lanciato l’allarme: “Contro l’Europa sono già in corso attacchi ibridi che comprendono operazioni cibernetiche, sabotaggi, minacce, attività di spionaggio e campagne di disinformazione”.

Il ministro degli Esteri cita gli episodi in Germania, l’espulsione dall’Italia di due addetti militari russi accusati di spionaggio, e parla di un possibile disegno di Mosca per condizionare gli elettorati europei a favore di “partiti antieuropeisti amici della Russia”. “Non sono né un allarmista né penso che ci sia una guerra in corso”, si affretta a precisare, ma il messaggio politico è chiaro: “Siamo tutti favorevoli a una reazione”, ha aggiunto Tajani nel punto stampa a margine del vertice, promettendo di “respingere al mittente” gli attacchi e ribadendo la solidarietà italiana a Germania e Gran Bretagna.

Ma gli arsenali italiani sono vuoti e i fondi per il riarmo non ci sono

Un allineamento, quello di Tajani, che arriva mentre gli arsenali italiani restano sguarniti e i conti pubblici non offrono margini per il tanto invocato riarmo. Certo, il governo si è impegnato con Bruxelles e Nato a reperire le risorse necessarie attraverso prestiti – dallo strumento Safe in giù – ma i soldi veri, quelli da spendere subito per ammodernare mezzi e scorte, restano un miraggio.

Eppure la retorica dello scontro corre più veloce dei bilanci, e c’è chi anche all’opposizione è pronto a intestarsela: da Azione, Marco Lombardo e Piercamillo Falasca applaudono Tajani e chiedono di calendarizzare subito la proposta di legge sullo “Scudo democratico”, con comitati di analisi indipendenti e un ruolo rafforzato dell’Agcom contro la disinformazione.

Il Movimento: “Fermate l’escalation”

Più che comprensibile quindi il campanello d’allarme suonato dal Movimento 5 Stelle sulla corsa all’escalation. “Siamo estremamente preoccupati dall’escalation tra Europa e Russia provocata dalla pericolosa spirale di provocazioni e accuse alimentata dagli irresponsabili guerrafondai di entrambe le parti”, scrivono in una nota i pentastellati Bruno Marton e Pietro Lorefice.

Il Movimento invita a prendere esempio dalla diplomazia vaticana, “che continua a tenere aperti canali di dialogo con Mosca”, e ricorda che gli italiani, già provati dalle ricadute economiche della guerra in Ucraina e in Iran, “non vogliono nemmeno sentir parlare di guerre con la Russia”. La richiesta al governo Meloni è netta: non accodarsi “a iniziative pericolose che allontanano la pace per il popolo ucraino e rischiano di portare la guerra anche in Europa”.

Salvini a gamba tesa su Tajani

Anche dal fronte interno alla maggioranza arriva una risposta netta a Tajani. “Non so se il collega Tajani ha degli elementi in più rispetto a quelli che ho io da vicepresidente del Consiglio”, dice Matteo Salvini, smontando l’allarme sulle interferenze elettorali russe. “Non voglio mancare di rispetto all’intelligenza e alla libertà di scelta degli italiani, che non hanno mai votato, né penso voteranno, per influenze russe, cinesi, americane, israeliane, palestinesi”, aggiunge.

E ancora, duro: “Mi sembra che ci sia – non parlo di Tajani ma di altri paesi europei – un’ansia anti-russa che mi preoccupa. Partendo sempre dal presupposto che la Russia ha sbagliato, ha aggredito, ha invaso, ha scatenato una guerra di cui non c’era necessità. Però ho come l’idea che qualche cancelleria europea non voglia mettere fine a questa guerra e cerchi continui pretesti per alimentarla, magari per vendere altre armi”.

E Vannacci propone Imodium per tutti

Sullo sfondo di questo derby a distanza nel governo, si consuma anche la reazione di Roberto Vannacci alle accuse arrivate dal Financial Times, che, rilanciando un’analisi dell’European Council on Foreign Relations, lo aveva definito “cavallo di Troia dell’influenza russa in Italia“.

“Sono terrorizzati”, scrive su Facebook, accostando l’articolo del Ft alle difficoltà della Cdu tedesca sotto la pressione dell’AfD e ipotizzando che “alzare il livello dello scontro esterno diventi un modo per spostare l’attenzione da quello che c’è dentro casa”. Pubblica anche una foto generata con l’IA che lo ritrae con una confezione di Imodium in mano: “Senza uno straccio di prova concreta di ordini ricevuti da Mosca, finanziamenti occulti o rapporti clandestini, bastano posizioni politiche non allineate sulla guerra in Ucraina e una crescita nei sondaggi per trasformare un avversario politico in un sospetto agente del Cremlino”. E conclude: “Le idee non si confutano più. Si demonizzano. Da domani Imodium per tutti”.