La banca della sanità si quota. Sfida ai mercati e burocrazia. Asl e imprese chiedono sempre più credito. E Farmafactoring promette grossi dividendi

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Il mondo della sanità, dalle grandi aziende farmaceutiche alle Asl fino alle piccole farmacie rurali negli ultimi anni ha dovuto affrontare non pochi problemi nel rapporto con le banche e la disponibilità del credito. Per questo sono nati o si sono rafforzati gruppi specializzati, tra cui Banca Farmafactoring, che a dimostrazione di come il settore prometta di essere ancora molto remunerativo, si sta per quotare in Borsa (l’avvio dell’offerta è previsto per il 7 aprile). Un passo che grandi società, anche pubbliche, hanno fallito o stanno rinviando per la turbolenza dei mercati. Incertezza che Banca Farmafactoring sfida promettendo un bel ritorno in termini di dividendo agli azionisti. “Negli ultimi anni abbiamo avuto un payout vicino al 100%”, ha ricordato ieri l’amministratore delegato Massimiliano Belingheri, spiegando che visto il livello patrimoniale della banca questo livello di remunerazione sarà mantenuto fino al raggiungimento dei target di solidità previsti entro i prossimi due anni. E anche dopo comunque si continuerà a remunerare in modo adeguato gli azionisti.

Pagamenti lenti – Mentre molte realtà economiche legate particolarmente alla sanità hanno avuto negli ultimi anni seri problemi ad ottenere credito, Banca Farmafactoring dal 2013 al 2016 ha registrato una crescita media annua dei ricavi del 16%, con utili aumentati del 23% annuo. Ma cosa c’è dietro questo istituto? Farmafactoring è stata costituita nel 1985 da un gruppo di aziende farmaceutiche e produttrici di apparecchiature biomedicali italiane e multinazionali con l’esigenza di avere un unico interlocutore nella complessa operatività della gestione dei crediti in un settore così particolare qual è quello del Servizio Sanitario Nazionale. Nel 2000 l’operatività della Società è stata estesa al alla Pubblica amministrazione, proverbialmente critico per quanto concerne la problematica dei pagamenti, intervenendo con accordi regionali mirati ai fornitori, associazioni di categoria e operazioni di cartolarizzazione dei debiti stessi. Nel 2013 avviene la trasformazione in Banca Farmafactoring e collocata la prima emissione obbligazionaria per 300 milioni di euro. Nel 2015 apre la succursale spagnola e il controllo passa a BFF Luxembourg Sàrl, controllata a sua volta da Centerbridge Partners Europe. Fino all’ulteriore espansione l’anno scorso con l’acquisizione del gruppo Magellan in Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia.

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