La Bce alza i tassi d’interesse di 75 punti base

Il Consiglio direttivo della Bce ha deciso oggi di innalzare di 75 punti base i tre tassi di interesse di riferimento.

Il Consiglio direttivo della Bce ha deciso oggi di innalzare di 75 punti base i tre tassi di interesse di riferimento. Si tratta del secondo aumento dopo quello di luglio.

CONFERENZA STAMPA BCE

Aumento tassi, per la Bce assicurerà un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2%

“Questa importante misura – si legge in una nota della Banca centrale europea – anticipa la transizione dal livello attualmente molto accomodante dei tassi di interesse di riferimento a livelli che assicureranno un ritorno tempestivo dell’inflazione al nostro obiettivo del 2%. In base alla sua attuale valutazione, il Consiglio direttivo si attende di aumentare ulteriormente i tassi di interesse nelle prossime riunioni per frenare la domanda e mettere al riparo dal rischio di un persistente incremento dell’inflazione attesa”.

Il Consiglio direttivo della Bce, “riesaminerà regolarmente la traiettoria della politica monetaria alla luce delle informazioni più recenti e dell’evolvere delle prospettive di inflazione”. “Anche in futuro le decisioni sui tassi di riferimento saranno guidate dai dati e rifletteranno un approccio in base al quale vengono definite di volta in volta a ogni riunione”.

“Il Consiglio direttivo – prosegue la nota della Bce – ha assunto oggi questa decisione e si attende di aumentare ulteriormente i tassi di interesse perché l’inflazione seguita a essere di gran lunga troppo elevata ed è probabile che si mantenga su un livello superiore all’obiettivo per un prolungato periodo di tempo. Secondo la stima rapida dell’Eurostat l’inflazione ha raggiunto il 9,1% ad agosto”.

I rincari dei beni energetici e alimentari, le pressioni della domanda in alcuni settori dovute alla riapertura delle attività economiche e le strozzature dell’offerta, per i vertici della Bce “costituiscono ancora i fattori responsabili dell’incremento dell’inflazione”. “Le spinte sui prezzi – aggiungono – hanno continuato a rafforzarsi e diffondersi in tutta l’economia e l’inflazione potrebbe aumentare ulteriormente nel breve periodo”.

“Con il graduale venir meno delle attuali determinanti dell’inflazione – si leggere ancora – e con il trasmettersi della normalizzazione della politica monetaria all’economia e al processo di formazione dei prezzi, l’inflazione si ridurrà”.

In prospettiva, gli esperti della BCE hanno rivisto significativamente al rialzo le proiezioni sull’inflazione, che quindi si porterebbe in media all’8,1% nel 2022, al 5,5% nel 2023 e al 2,3% nel 2024.

Lagarde: “La nostra credibilità si gioca sulla lotta all’inflazione”

La Bce aumenterà, ha affermato la presidente della Banca centrale, Christine Lagarde, i tassi in “più di due riunioni”, compresa quella di oggi, ma in “meno di cinque”. “La nostra credibilità – ha detto – sarà giudicata dal fatto se riusciremo o meno a riportare l’inflazione al nostro obiettivo di medio termine del 2%.

“In questo momento – ha aggiunto Lagarde -, con questi numeri e queste dinamiche, siamo determinati a muoverci”. Più sono alti i rialzi, più siamo lontani” dal tasso che assicura un’inflazione al 2%. “Non so qual è il tasso neutrale”, ovvero il punto di equilibrio della politica monetaria che assicura il raggiungimento dell’obiettivo. “So però che non è zero, e non è quello che abbiamo deciso oggi” ha affermato la presidente della Bce.

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