La bufala della magnitudo abbassata per non far pagare i danni del terremoto allo Stato. E la senatrice M5S Blundo cancella l’indegno post

Il terremoto torna a scuotere violentemente il Centro Italia e i complottisti tornano a sparlare di magnitudo. E in fallo cade pure la senatrice M5S Blundo.

Il terremoto torna a scuotere violentemente il Centro Italia e i complottisti proprio non ce la fanno a rimanere in silenzio. E così ecco circolare in queste ore la bufala, perché di bufala si tratta, della magnitudo “abbassata” ad arte per evitare che lo Stato paghi i danni della ricostruzione. In realtà, tale bufala già era circolata dopo il sisma di Amatrice ma in questi giorni si sta riproponendo.

La bufala della magnitudo abbassata per non far pagare i danni del terremoto allo Stato. E la senatrice M5S Blundo cancella l’indegno post

A smentire l’ennesima castroneria, ci ha pensato lo stesso Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv): si tratta – hanno fatto sapere – di una storia evidentemente falsa, in un clima di polemiche generali che seguono puntuali eventi tragici come un terremoto. Spiega l’Ingv “come qualsiasi parametro fisico, la stima della magnitudo è affetta da incertezza. In particolare il valore di magnitudo calcolato dall’INGV è 6.0 ± 0.3. I dati utilizzati e i parametri del modello crostale di riferimento possono differire contribuendo all’incertezza della stima. L’INGV utilizza un modello delle velocità crostali calibrato proprio per l’Italia centrale e una densità di stazioni sismiche maggiore di quello delle altre agenzie internazionali che utilizzano modelli di velocità globali”.

E ancora, specifica l’Istituto, “il valore della magnitudo NON è utilizzata per il risarcimento dei danni prodotti dai terremoti; per questo scopo in passato sono stati utilizzati i valori di intensità calcolata sulla base della scala Mercalli (in realtà la scala Mercalli-Cancani-Sieberg)”, ovvero una scala che misura l’intensità di un terremoto mediante gli effetti distruttivi che esso produce sulla superficie terrestre su persone, cose e manufatti. Non viene usata quindi una scala che misura la magnitudo come la Richter, dal momento che è necessario tener conto dei danni specifici che un terremoto provoca in una determinata area.

Insomma, i risarcimenti dei danni si calcolano sulla base dell’intensità dei terremoti e non della loro magnitudo: la prima viene calcolata sulla base della scala Mercalli (quella che misura appunto l’intensità sulla base dei danni), la seconda sulla base della scala Richter. Sono due dati diversi e che non sono in relazione l’uno con l’altro. L’esempio classico che fanno i sismologi per distinguere è semplice: un terremoto di magnitudo 7 in mezzo al deserto (e quindi senza manufatti attorno) sta al grado 0 della scala Mercalli, che misura i danni.

Ma la bufala poggia anche su un altro dato errato. La legge di cui si fa menzione per sostenere la tesi che lo stato non pagherebbe i danni per i terremoti inferiori alla magnitudo 6.2, il decreto-legge n. 59 del 15 maggio 2012 convertito dalla legge n. 100 del 12 luglio 2012, è quella recante “disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile”. Ebbene, questa legge è stata soppressa dalla legge n.100 del 12 luglio 2012 poco dopo il terremoto in Emilia Romagna, per consentire la copertura dei danni al 100 per cento.

A cascare in fallo, questa mattina, anche la senatrice M5S Enza Blundo, con un post che ha subito provveduto a cancellare, vista la castroneria di quanto scritto.

Blundo

Ecco, in alcuni casi converrebbe star zitti. O pensare prima di parlare.

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