La burocrazia si mangia tutto. Pure il fondo per l’autismo: ecco perché i soldi stanziati non andranno alle famiglie

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Anche i soldi del fondo per l’autismo rischiano di essere ingoiati dalla burocrazia. Tutto vero. E a metterlo nero su bianco è stato il Governo, rispondendo – per bocca del sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo – ad un’interrogazione della deputata del Movimento 5 Stelle, Silvia Giordano. La stessa che lo scorso anno, dopo una lunga battaglia in commissione Affari Sociali alla Camera, di cui è componente, era riuscita a far inserire nella Legge di Stabilità una somma volta ad aiutare le famiglie con persone affette da questa patologia. Dei 50 milioni che la parlamentare pentastellata avrebbe voluto fossero conteggiati nella Stabilità, alla fine, ne furono stanziati soltanto 5. Appena un decimo. “Sono sempre meglio degli zero euro previsti dal Governo all’inizio dell’anno”, disse la Giordano, che promise di continuare a combattere questa battaglia.

TEMPUS FUGIT – Ma che cosa ne è stato di quei soldi? A quanto pare, non saranno usati per i reali motivi per cui sono stati stanziati. “Dopo un anno – attacca la deputata del M5S – il Governo ci ha fatto sapere che le nuove finalità per le quali vogliono utilizzare il fondo”, ovvero “l’aggiornamento delle linee guida sullo spettro autistico, la revisione delle linee di indirizzo e la promozione di progetti di ricerca”, sarebbe “‘coerente’ con l’obiettivo previsto nella Legge di Stabilità, volto a ‘garantire la compiuta attuazione della legge 134/2015’” (cioè la legge sull’autismo). Per la deputata grillina si tratta di una vera e propria “truffa semantica”, perché “così si vogliono bypassare i veri obiettivi per i quali avevamo chiesto di utilizzare quei soldi”. Non solo. Il dicastero guidato da Beatrice Lorenzin “ha reso noto che i 5 milioni erano rimasti a ‘bagnomaria’ per quasi un anno”. Il motivo? “Lo schema di decreto sui criteri di impiego del Fondo per l’autismo inviato alla Conferenza Unificata doveva prima essere sottoposto all’attenzione, e alle eventuali richieste di modifica, della Conferenza Unificata Stato Regioni”. Ma “alla conferenza lo schema è stato inviato solo il 28 settembre 2016”. Tradotto: ci sono voluti 9 mesi per compiere questo passaggio. “Praticamente un parto”, dice la Giordano.

SENZA TRACCIA – Per l’esponente del Movimento esiste un’ulteriore beffa. “Il ministero ha cercato di tranquillizzarci affermando che lo schema di decreto di aggiornamento dei nuovi Lea (i Livelli essenziali di assistenza, ndr) comprende anche diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie”. Insomma, “parlano di quei nuovi Lea annunciati dalla Lorenzin dozzine di volte ma di cui al momento non vi è ancora traccia”. Ecco perché “anche in questa Legge di bilancio abbiamo presentato degli emendamenti: uno per mettere 50 milioni nel fondo e uno per far sì che quei famosi 5 milioni previsti per il 2016 non vadano persi, ma utilizzati nel 2017 sempre per l’autismo”, conclude la deputata.

Tw: @GiorgioVelardi