La casta salva Ferri, no all’uso delle intercettazioni. Respinta in Giunta alla Camera l’istanza del Csm che ha aperto un procedimento disciplinare contro il magistrato e deputato di Iv

Cosimo Maria Ferri
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Dopo una lunga serie di rinvii, alla fine la Giunta delle autorizzazioni della Camera ha salvato Cosimo Ferri. Con una decisione che era nell’aria è stato deciso che le intercettazioni a suo carico, ottenute grazie al trojan installato sul cellulare dell’ex pm Luca Palamara, non saranno utilizzabili nel procedimento disciplinare aperto nei suoi confronti dal Consiglio superiore della magistratura. Sebbene l’esito della richiesta era scontato, quel che sorprende è l’entità di quanto accaduto in Giunta. A favore dell’istanza presentata dal deputato di Italia Viva, infatti, hanno votato tutti i deputati ad eccezione di quelli del Movimento 5 Stelle. “Abbiamo votato contro perché, a nostro avviso, le intercettazioni che riguardano Ferri sono casuali e lo riguardano come magistrato, non come politico” ha spiegato Eugenio Saitta, membro della Giunta per le autorizzazioni dei 5 Stelle.

LE REGISTRAZIONI

Dopo la decisione della Giunta, la palla passa nelle mani dell’Aula che potrà confermare o bocciare il “no” all’utilizzo delle intercettazioni. Si tratta delle ormai famose captazioni relative allo scandalo degli incontri carbonari a Roma, tra toghe e politica, per orientare le nomine nei maggiori uffici giudiziari del Paese. Fatti per i quali il Csm ha messo sotto procedimento disciplinare Ferri, nella sua qualità di magistrato in aspettativa, accusato di aver tenuto “un comportamento gravemente scorretto nei confronti di altri magistrati”.