Alitalia-Etihad sempre in bilico

Di Carola Olmi
Economia

Dalla Redazione

Non c’è pace per Alitalia. Susanna Camusso, dopo aver fatto il saltare il tavolo della trattativa questa notte, ha firmato l’intesa sul contratto nazionale di lavoro per il trasporto aereo e sulla riduzione del costo del lavoro in Alitalia. L’accordo è stato siglato anche dal segretario generale della Cisl, Bonanni. “Oggi alle 17 – ha detto la Camusso – sono convocate le categorie di settore per sottoscrivere l’accordo sul contratto nazionale”. Alla domanda se l’accordo è anche sulla rappresentanza, la Camusso ha risposto “per forza. L’Alitalia e’ una societa’ associata a Confindustria e si applicano le regole dell’accordo interconfederale”.

Ma il problema ora diventa la Uil, che non intende intende firmare il nuovo contratto: lo ha preannunciato il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, al termine della riunione al ministero dei Trasporti con il ministro Maurizio Lupi e i vertici dell’Alitalia sul tavolo di trattativa per la compagnia aerea, spiegando che l’attuale testo viola molti dei diritti dei lavoratori dell’azienda. “Non credo – ha detto Angeletti – che ci siano le condizioni perche’ il rush finale abbia un esito positivo. Secondo noi questo testo nel contratto viola molti diritti delle persone che lavorano in Alitalia e non c’entra nulla con l’operazione che ha chiesto la compagnia emiratina”

Di Carola Olmi

Sembrava fatta e invece l’accordo per ridurre il costo del lavoro in Alitalia è saltato. L’azienda può anche fallire, ma i sindacati non hanno accettato il piano preparato da azienda e Governo, provando perlomeno a tirare ancora un po’ la corda. Una nuova riunione al ministero dei Trasporti su contratto collettivo nazionale e riduzione del costo del lavoro in azienda è iniziata ieri alle 21 e l’esito si conoscerà solo questa mattina. Tutto ieri però le associazioni di categoria che rappresentano il personale navigante, Anpac, Anpav, Avia, hanno parlato di una “situazione di stallo su tutti i tavoli”, mentre la Cgil ha confermato che non firmerà l’accordo quadro sugli esuberi, nonostante il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, abbia già spiegato che si andrà avanti lo stesso, anche senza il permesso delola Camusso.

Hogan ottimista
Resta così senza un asse centrale dell’accordo l’intero matrimonio tra Alitalia ed Etihad, che deve passare prima da un accordo tra sindacati, compagnia e Governo sul nodo degli esuberi, del costo del lavoro e dell’applicazione del contratto nazionale. Una notizia che non ha trovato impreparati gli acquirenti degli Emirati, con il ceo della compagnia di Abu Dhabi, James Hogan, a Roma per la presentazione del nuovo volo tra la Capitale e la città emiratina tornato a scommetetre che l’intesa arriverà entro fine mese. Nessun apertura, però, sul fronte degli esuberi, dove la posizione del vettore arabo sulle dimensioni dell’azienda è molto chiara e prevede non meno di due mila dipendenti in meno rispetto a oggi. Il manager di Etihad ha anche incontrato il ministro Lupi, sempre ottimista sul successo della trattativa, così come il collega del Lavoro, Giuliano Poletti e l’ad di Alitalia, Gabriele Del Torchio: “Con la banche – ha detto – abbiamo fatto un buon lavoro e ora sono tutte allineate. Abbiamo ancora un pezzo di strada da fare e penso che alla fine il senso di responsabilità prevarrà da parte di tutti”. Quanto alla posizione di Poste Italiane il manager ha detto: “La capiremo nelle prossime ore su ulteriori punti, perché i tempi sono ormai ristretti, abbiamo l’assemblea il 25 luglio”. La data che secondo il Messaggero dovrebbe essere quella giusta per la firma del contratto fra Alitalia e Etihad. Resta poi tutta da verificare la posizione della Ue, sulla quale ha espresso qualche scetticismo il presidente dell’Enac, Vito Riggio: “Non credo che andrà tutto liscio, perché c’è forte opposizione da Lufthansa e British Airways”, ha detto il grande gestore dei cieli italiani.

La lettera ai ministri
Tutti i fari restano però adesso puntati sull’intesa per il contratto collettivo nazionale e il taglio dei costi del lavoro, tanto che gli stessi sindacati avevano lasciato intendere che già martedì notte si potesse firmare un documento congiunto, che già nelle prime ore della giornata restava “solo da limare”. La riduzione delle spese per il personale prevedeva risparmi per 31 milioni di euro per gli ultimi sei mesi del 2014. Ma all’ultimo momento, c’è stato lo stop, con la Cgil totalmente contraria al piano sugli esuberi. Qui il Governo si era impegnato parecchio, riuscendo a ridurre i 2.251 dipendenti in eccedenza in 980. Complessivamente 616 dovrebbero essere ricollocati nel perimetro aziendale, 681 esternalizzati entro il 31 dicembre prossimo, 954 posti in mobilità ma con la sperimentazione dei contratti di ricollocamento. Già così rischiamo grosso in termini di contestazioni europee, ma il sindacato guidato da Susanna Camusso ha confermato che così non firmerà nessun accordo quadro sugli esuberi, mentre è pronto a siglare quello sul contratto di lavoro, come ha confermato la stessa leader sindacale in una lettera inviata ai ministri Lupi e Poletti.