La chiusura di Monfalcone. Fincantieri, Orlando contro i giudici. Dopo la decisione dei magistrati il ministro annuncia iniziative per evitare il blocco dello stabilimento

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Dopo la contestatissima decisione della magistratura, il Governo prova ad andare all’attacco sulla chiusura dello stabilimento Fincantieri di Monfalcone. “Il Governo segue con la massima attenzione” il caso dello stabilimento chiuso dopo il sequestro di un’area disposto dalla magistratura, ha detto ieri il ministro della giustizia Andrea Orlando, il quale ha annunciato che l’esecutivo “sta valutando ogni iniziativa per scongiurare il prolungamento della chiusura del sito produttivo”. L’altro ieri è scattato un sequestro di alcune aree definite strategiche disposto dalla Procura della repubblica di Gorizia ed effettuato dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Udine. L’ordinanza è stata emessa nell’ambito di una lunga e controversa indagine della magistratura avviata nel 2013. Sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti l’attività di stoccaggio e trattamento dei residui delle lavorazioni sulle navi, effettuate per conto di Fincantieri da aziende in subappalto. L’ipotesi di reato, contro l’ex direttore del cantiere, Carlo De Marco, e i titolari di sei imprese, è di gestione di rifiuti non autorizzata. La Procura si era vista respingere la richiesta di sequestro per ben due volte, prima dal Giudice per le indagini preliminari e poi dal Tribunale, ma l’ha infine ottenuta vincendo il ricorso in Cassazione.Per il gruppo cantieristico si tratta di una vera e propria “tegola”. Durissimo, sul provvedimento, era stato Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, il quale  due giorni fa ha evocato “un altro caso Ilva”.