La Corea ai piedi di Francesco

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Dalla Redazione

Un milione di fedeli, secondo i media loccali, hanno assistito alla messa di Papa Franesco a Gwanghwamun per la beatificazione di Paul Yun Ji-Chung, considerato il fondatore della chiesa coreana e altri 123 cattolici uccisi oltre due secoli fa. Un successo immenso per il pontefice che, nel ricordo dei martiri, ha invitato a “non accettare compromessi sulla fede”. E’ questo l’insegnamento più grande per chi ha testimoniato la fede sino alla fine, sostiene Bergoglio. Un lungo applauso ha poi accolto la pronuncia della formula della beatificazione. La messa è stata celebrata in latino e coreano. Una delle preghiere dei fedeli è stata letta da un cinese della chiesa clandestina della Cina.

Anche in Corea papa Francesco ha chiesto attenzione per i poveri. “Viviamo in società dove, accanto a immense ricchezze, cresce in modo silenzioso la più abbiente povertà; dove raramente viene ascoltato il grido dei poveri; e dove Cristo continua a chiamare ci chiede di amarlo e servirlo tendendo la mano ai nostri fratelli e sorelle bisognosi”.

Prima della mega celebrazione alla Porta di Gwanghwamun, Papa Francesco ha visitato il luogo delle esecuzioni capitali dell’800: il santuario dei martiri di Seo So- Mun alla periferia di Seul, dove furono uccisi centinaia di cristiani. “Cristo – ha ricordato il Pontefice – è vittorioso e la sua vittoria è la nostra!”.

La visita del Papa in Corea ha avuto importanti effetti anche dal punto di vista diplomatico, nei rapporti con Cina e Corea del Nord. Durante il volo che lo ha portato a Seul, Papa Francesco aveva inviato un telegramma a Pechino esprimendo benedizione e preghiere per il presidente Xi Jinping e per il popolo cinese. Il ministero degli esteri cinesi ha risposto con una dichiarazione nella quale ricorda il proprio impegno a stabilire un “dialogo costruttivo” e a rafforzare i legami col Vaticano. Mentre è scesa la tensione con la Nordcorea dopo la precisazione che il lancio di missili verso il mare, il giorno dell’arrivo di Bergoglio, è avvenuto per celebrare l’indipendenza del Paese.