La Corte dei Conti sull’Eni. Risultati in flessione dal 2019. Dura la relazione sulla gestione finanziaria. Mentre si chiude il processo sui fondi nigeriani

CLAUDIO DESCALZI
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Non solo il processo per tangenti in Nigeria che vede imputato l’amministratore delegato Claudio Descalzi, arrivato alle battute finali. Tra i problemi dell’Eni ci sono pure i risultati economici a partire dal 2019, talmente in calo da mettere in allarme la Corte dei Conti. “Nel 2019, in una situazione di flessione dello scenario petrolifero e del più accentuato calo dei prezzi del gas a causa dell’eccesso di offerta globale e della contrazione della domanda asiatica, Eni Spa ha chiuso l’esercizio con un utile netto di 2.978 milioni di euro, in diminuzione di 195 milioni rispetto al 2018, in cui l’utile era stato di 3.173 milioni”.

Tali risultati, rileva la Corte nella relazione sulla gestione finanziaria del Gruppo, “sono maturati in un contesto operativo e di mercato caratterizzato dal rallentamento del ciclo macroeconomico globale, nonchè da sviluppi geopolitici avversi che hanno aumentato l’incertezza negli operatori, condizionando in alcune aree specifiche in modo diretto la performance dell’Eni, che, tuttavia, ha rivisto a più riprese i piani industriali e i programmi operativi mettendo in campo un insieme di azioni finalizzate a rafforzare la liquidità e la struttura patrimoniale, difendere la redditività e aumentare la resilienza allo scenario in attesa di tornare a crescere”.

Ulteriori sviluppi negativi, conclude la Corte, “da monitorare attentamente per l’impatto sui risultati operativi e sul cash flow dell’Ente, si osservano nel primo semestre 2020, con la riduzione media del 40% rispetto al primo semestre 2019 del prezzo del Brent di riferimento del petrolio e una flessione media del 50% del prezzo del gas naturale”.