Il 2025 verrà ricordato, per i metalmeccanici, come l’anno della Cig. Quello in cui il ricorso alla cassa integrazione per i lavoratori del settore è esploso. Così, se l’occupazione regge, è solo grazie agli ammortizzatori sociali. Nel 2025 il ricorso alla cassa integrazione straordinaria nel settore metalmeccanico è cresciuto del 76,6% nel 2025, stando ai dati dall’indagine congiunturale di Federmeccanica.
Le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate nell’anno per gli addetti delle aziende metalmeccaniche sono state poco più di 312 milioni, contro i 265 milioni dell’anno precedente. Un incremento del 17,8%. Ma l’aumento totale è stato determinato esclusivamente dal ricorso alla Cig straordinaria: le ore autorizzate nell’anno sono cresciute del 76,6% rispetto al 2024. Sono invece scese del 9,1% le ore autorizzate di Cig ordinaria. Segno che la crisi del settore è sempre più strutturale e duratura e non dettata solo da fattori esterni e difficilmente prevedibili.
Non solo l’esplosione della Cig: la metalmeccanica resta in crisi
La dinamica occupazionale nelle imprese del settore con più di 500 addetti, comunque, risulta essere “abbastanza oscillante”: da luglio 2024 si evidenzia un trend “discendente” che è proseguito nel 2025, ma comunque il calo è stato contenuto rispetto all’anno prima (-0,6%). La crisi del settore è comunque evidente e lo dimostra il nuovo calo della produzione nel 2025. Una flessione anche in questo caso contenuta, soltanto dello 0,9% rispetto all’anno precedente. Ma con differenze notevoli tra le varie aree e un dato particolarmente allarmante, quello riguardante uno dei settori che da sempre ha trainato l’industria italiana: l’automotive.
La produzione di auto è infatti crollata, con un -11,1% nel 2025. Negativo anche il dato per macchine e apparecchi elettrici (-0,6%) e per le macchine e apparecchi meccanici (-0,5%). All’opposto, sono aumentati il settore della metallurgia (+3%), i comparti di computer, apparecchi radio-tv e strumenti di precisione (+1,9%) e quello degli altri mezzi di trasporto (+1,6%). Un altro dato è quello relativo all’export, che nel 2025 è aumentato in valore del 2,9%, anche se siamo ben lontani dalle crescite a doppia cifra del settore che si sono registrate fino al 2022.
Tra le imprese, solo il 28% dichiara un miglioramento del portafoglio ordini, mentre il 9% delle aziende valuta come “cattiva o pessima” la situazione relativa alla liquidità. Infine, da Federmeccanica arriva una bocciatura dell’ultima Manovra, le cui misure vengono ritenute dagli imprenditori “efficaci solo in parte”. Positivo il giudizio sull’iperammortamento e sulla proroga della deduzioni per nuove assunzioni, mentre molto più critico è il parere su Ires premiale e Zes.