Ben 1,5 milioni di famiglie in Italia vivono in una situazione di “grave disagio abitativo”. E la causa è soprattutto del continuo aumento dei prezzi d’affitto. La stima arriva da Nomisma e viene presentata all’interno dell’ultima edizione dell’Osservatorio sul mercato immobiliare. Il dato più eclatante riguarda il costo per l’abitare che diventa sempre più proibitivo.
La conseguenza è che così “interi distretti e realtà metropolitane rischiano di non risultare più attrattive” a causa di costi eccessivi tra il canone per l’affitto e le rate del mutuo: parliamo di cifre che superano di molto la soglia limite considerata sostenibile, pari al 30% del reddito.
Crisi immobiliare, in Italia sempre più famiglie in grave disagio abitativo
Nomisma ritiene necessarie delle “misure urgenti e straordinarie per favorire la re-immissione sul mercato dei 4,5 milioni di immobili oggi vuoti o sottoutilizzati da destinare alla ‘domanda debole’”. Attualmente il problema principale riguarda le famiglie che vivono in affitto: rappresentano il 78% del totale di chi si trova in una situazione di disagio. Una delle cause principali riguarda il “sovraffollamento che si è venuto a determinare sul segmento della locazione”, che ha spinto ulteriormente i canoni, in crescita del 3,5% su base tendenziale.
Il picco si registra nei contratti per gli studenti, che sono saliti fino al 9,5%. L’incidenza del canone è pari al 31% del reddito nel Nord-Ovest, al 34% al Centro e al 41% al Sud Italia e nelle Isole. Inoltre, riguarda per il 38% dei casi i comuni con oltre 200mila abitanti. Elena Molignoni, responsabile dell’Osservatorio, sottolinea come negli ultimi anni la diminuzione del potere d’acquisto abbia “comportato un aumento dell’onerosità delle spese per l’abitazione nei bilanci familiari, aggravando il problema” della sostenibilità.