La curva del Covid non rallenta. Siamo a 25mila contagi al giorno. La Lombardia fuori controllo: solo ieri 7.558 nuovi casi. Preoccupano anche Piemonte e Campania

di Maria Elena Cosenza
Cronaca

Ennesimo bollettino di guerra dal ministero della Salute: 24.991 nuovi contagi da Covid-19 nelle ultime 24 ore, quasi 200 mila tamponi e 205 morti. In aumento dunque i nuovi casi, il giorno precedente ne sono stati registrati 21.994. Mentre in leggera diminuzione il numero delle vittime: erano 221 due giorni fa. Resta stabile al 12,5 per cento il rapporto tra test effettuati e nuovi positivi. La situazione negli ospedali, invece, desta non poca preoccupazione. I pazienti attualmente ricoverati con sintomi sono 14.981 (+1.026), quelli in terapia intensiva sono 1.536 (+125). Numeri che non si vedevano dal 14 marzo.

Per il terzo giorno consecutivo, quindi, i nuovi ricoveri superano quota mille. In totale salgono a 589.766 i cittadini infettati dal Sars-Cov2 dall’inizio della pandemia. 37.905 i decessi, mentre le persone attualmente positive sono 276.457, di cui 259.940 in isolamento domiciliare. A registrare il maggior numero di casi è ancora una volta la Lombardia con 7.558 nuovi contagiati su 40mila tamponi. Preoccupante anche il numero dei posti letto occupati da pazienti Covid: sono tornati oltre i 3mila su tutto il territorio regionale. Ma l’infezione corre veloce anche in Piemonte (+2.827), seguita da Campania (+2.427), Veneto (+2.143), Lazio (+1.963), Toscana (+1.708) ed Emilia Romagna, alle prese con altri 1.212 contagi.

Sono 7 dunque le regioni che superano ancora una volta le mille infezioni quotidiane, mentre solo due registrano un incremento a doppia cifra. Si tratta della Valle d’Aosta (+77) e del Molise (+19). In Veneto sono stati superati i 2mila casi in un giorno (+2.143), 11 i nuovi decessi. Il totale di infetti nella regione da inizio pandemia sale a 49.135, mentre i morti a 2.355. Gli attuali positivi sono 21.600; in isolamento domiciliare 15.993 persone (+1.326). Anche qui cresce la pressione sugli ospedali, con 802 ricoverati nei reparti non critici (+53) e 94 (+6) nelle terapie intensive. Un leggero calo si registra, invece, nelle Marche, dove sono stati accertati 351 contagi rispetto ai 380 di martedì su 1.731 tamponi. La provincia di Ancona continua ad essere la più colpita. In leggero calo anche in Toscana, alle prese con 1.708 casi in più e 7 morti su un totale di 36.992 registrati dall’inizio dell’epidemia.

I nuovi casi sono il 4,8 per cento in più rispetto al totale del giorno precedente. L’età media dei casi è di 48 anni circa. I guariti crescono del 2,9 per cento e raggiungono quota 13.335. Gli attualmente positivi sono oggi 22.360, +6,3 per cento rispetto al giorno precedente. I ricoverati sono 987 (+64), di cui 130 in terapia intensiva (11 in più). Si registrano inoltre 7 nuovi decessi con un’età media di 82,3 anni. Record invece in Abruzzo: 434 nuovi casi con 3.980 tamponi. La percentuale di positivi è del 10,9 per cento. Oltre 9 mila i casi complessivi dall’inizio dell’emergenza ad oggi, la maggior parte dei quali riguardanti la seconda ondata. Si registrano due decessi: il bilancio delle vittime sale a 534. In Puglia +772 su 6.437 test. Sono stati inoltre registrati 13 decessi.

Numeri che hanno portato il governatore Michele Emiliano a chiudere di nuovo tutte le scuole: non solo le superiori, che in Italia operano al 75 per cento già con didattica a distanza, ma anche primarie e medie, che nel resto del Paese sono ancora aperte in presenza. “Ci stiamo preparando a una seconda ondata formidabile – ha dichiarato Emiliano a Skytg24 – Per fine novembre prevediamo 2.500 contagi”. Conti alla mano in Italia ci sono più attualmente positivi che guariti: 276.457 contro i 275.404 mila guariti dall’inizio della pandemia. Degli attualmente malati 259.940 si trovano in isolamento domiciliare, 14.981 sono ricoverati con sintomi e 1.536 si trovano in terapia intensiva: più 125 rispetto a ieri. L’Istituto superiore della sanità (Iss) precisa che “se la situazione di rischio alto dovesse persistere per un periodo superiore alle tre settimane, si rendono molto probabilmente necessarie misure di contenimento più aggressive”.

Lo scenario 4 prevede “situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo”. Valori di Rt regionali prevalentemente e significativamente maggiori di 1,5. Uno scenario di questo tipo – si legge nella nota dell’Iss – “potrebbe portare rapidamente a una numerosità di casi elevata e chiari segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali, senza la possibilità di tracciare l’origine dei nuovi casi. La crescita del numero di casi potrebbe comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali entro un mese”.