La dolce vita

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

di Angelo Perfetti

Si scava nel marcio della capitale. Ma è un marcio coperto d’oro: locali, ristoranti, alberghi, società finanziarie. Dopo l’operazione che ha visto decapitata la filiera della camorra, che gestiva un a serie di pizzerie e di locali di ristorazione, stavolta ad essere colpita è la ‘ndrangheta. Beni per 12 milioni di euro sono stati infatti sequestrati agli imprenditori Giuseppe e Pasquale Mattiani, di 79 e 51 anni, padre e figlio. L’operazione e’ stata portata a termine dagli agenti della Polizia di Stato di Reggio Calabria e Palmi e dal personale  della Dia reggina e di Roma. Il provvedimento di sequestro, al termine di indagini condotte dalla Dda, è stato emesso dai giudici del tribunale di Reggio Calabria. Ai Mattiani sono stati sequestrati una villa, un fabbricato composto da quattro appartamenti, un immobile commerciale e vari terreni siti a Palmi, oltre ad altri tre immobili in zone lussuose di Roma. Il 12 novembre scorso a Giuseppe e Pasquale Mattiani furono già sequestrati beni per 150 milioni di euro, tra cui due alberghi a quattro stelle: l’hotel Gianicolo a Roma (nella foto) e l’Arcobaleno a Palmi.

Lo scenario che si sta evidenziando è preoccupante. Dopo la caduta della banda della Magliana, infatti, che in qualche modo accentrava i giri loschi su Roma e con la quale dovevano fare i conti anche i grandi gruppi criminali, la Capitale è diventata terra di nessuno. Mafia, ‘ndrangheta, camorra, Sacra corona unita si sono divise zone della città e settori di business. D’altronde l’analisi del presidente facente funzioni della corte di appello di Roma, Catello Pandolfi, fatta pochi giorni fa all’apertura dell’anno giudiziario, lo conferma: ”Una sicura attrattiva per le mafie – ha detto – è rappresentata dal fatto che, dopo la Banda della Magliana, nessuna aggregazione criminale è riuscita ad assumere un atteggiamento egemone sulle altre. La vastità del territorio e la presenza di numerosissimi esercizi commerciali, di attività imprenditoriali, società finanziarie e di intermediazione, e di immobili di pregio” sono fattori che spingono le cosche mafiose a scegliere Roma e il Lazio per poter fare investimenti di ogni tipo e mimetizzarsi”.

Per ciò che riguarda i sequestri di oggi, una sproporzione tra i redditi dichiarati ed i beni posseduti è stata accertata nel corso delle indagini condotte dalla polizia e dalla Dia. Era infatti emersa la continuità di Pasquale e Giuseppe Mattiani con la cosca della ‘ndrangheta dei Gallico di Palmi. Giuseppe Mattiani, impegnato per lunghi anni in cariche politiche ed amministrative a Palmi, è stato condannato
con sentenza definitiva per truffa aggravata nel conseguimento di erogazioni pubbliche. Il 3 luglio scorso, inoltre, i giudici della Corte d’assise di Palmi hanno condannato Pasquale Mattiani alla pena di tre anni di reclusione per favoreggiamento della cosca dei Gallico.

 

 

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Adesso basta errori sul virus

Cantano vittoria come se avessero ottenuto chissà cosa, ma l’Italia che comincia a riaprire dal 26 aprile non è un successo delle destre. Con le solite balle a uso elettorale, Salvini & company da ieri stanno ingolfando i social per intestarsi il ritorno alla normalità

Continua »
TV E MEDIA