La donna è immobile

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di Marianna Aprile per Oggi

Duole rettificare proprio a bicentenario verdiano appena concluso, ma bisogna arrendersi all’evidenza: la donna è immobile, checché ne dica la più celebre delle arie del Rigoletto. Le prove? Dati di mercato, pagine di gossip, testimonianze delle dirette interessate: reggerebbero al vaglio della più scettica delle giurie e soprattutto ne soddisferebbero le prurigini. Leggere per credere.

Silvio vende, Veronica affitta
In casa, pardon case, Berlusconi è tempo di revisione dei costi e tanto per cambiare c’è di mezzo una donna. No, non quella Francesca Pascale che, conti alla mano, rivede i budget persino dei fagiolini. La femme stavolta è Veronica Lario, la seconda quasi ex moglie dell’ex senatore. Villa Belvedere, che Berlusconi comprò nel 1989 e dove da sempre hanno vissuto solo Veronica e i loro tre figli, è appena stata chiusa e potrebbe esser presto messa in vendita: è stata valutata 78 milioni di euro, ne costa quasi 2 l’anno tra manutenzione ordinaria e personale di servizio.

Stesso destino potrebbe presto toccare a quella Villa Gernetto che avrebbe dovuto ospitare la tanto annunciata e mai nata Università della Libertà. Mentre Silvio vende, Veronica compra e affitta. Da tempo, la Lario si è infatti trasferita in una nuova casa a Milano, anche se fa sempre più spesso la spola con S-Chanf, il villaggio vicino Sankt Moritz dove sei anni fa ha comprato e ristrutturato una grande dimora già divenuta buen retiro anche dei figli Barbara, Eleonora e Luigi.

La casa svizzera è solo uno dei suoi investimenti: alla sua Immobiliare Il Poggio srl risulta infatti intestato un patrimonio che supera i 46 milioni di euro in abitazioni che la Lario ha in parte dato in affitto. Le fruttano circa 4 milioni di euro l’anno anche se, stando alla relazione che accompagnava il bilancio 2012 della società, alcuni dei contratti di locazione sono stati rivisti al ribasso causa crisi e quindi il bilancio del 2013 sarà probabilmente più basso. le tasse hanno abbassato gli utili Veronica non è l’unica.

Nelle scorse settimane sono finiti sui giornali dettagli della relazione di bilancio della Magabri, società immobiliare la cui socia unica è Maria Gabriella Dompé, ex moglie del magnate della farmaceutica Sergio Dompé e, soprattutto, presenza fissa di ogni evento mondano milanese degno di tal nome.

Quest’anno la Dompé ha visto crescere il suo patrimonio immobiliare, in parte ereditato dal facoltoso papà, a quasi 100 milioni di euro (per la precisione: 96,4 milioni). Si tratta di case di pregio, quasi tutte nel centro di Milano, che rendono in affitti più di 4 milioni di euro l’anno, ma che costano, in Imu e tasse varie, così tanto da aver fatto scendere l’utile della Magabri dai 921 mila euro del 2011 ai 602 mila del 2012. Non solo le ex mogli di potentissimi imprenditori.

Sono molte le Vip che capitalizzano in mattoni i proventi di carriere sempre più altalenanti. La crisi ha colpito da tempo le produzioni televisive e abbattuto i cachet dei volti noti. I più previdenti di loro si sono attrezzati per tempo e hanno investito in immobili. Come Belén Rodriguez: neanche 30 anni e già due case a Milano e una in Argentina.

O come Loredana Lecciso: «Ho iniziato a 20 anni e da allora, ogni volta che ho avuto qualche risparmio l¹ho investito nel mattone», dice, aggiungendo: «L’ho sempre fatto con prudenza, facendo il passo un po’ più corto della gamba e ricordando l¹insegnamento di mia zia Isabella: diversificare». Per la futura moglie di Al Bano questo input si è tradotto in case (a Lecce e a Milano) e negozi (a Lecce e Brindisi).

«Negli investimenti, come nei rapporti d¹amore, le donne in fondo cercano la stabilità», dice la Lecciso: «Io però non mi sono mai negata il brivido di un azzardo in Borsa, ma è sempre stata una piccolissima parte dei miei investimenti. Ogni volta che l’ho fatto, poi, davo i soldi investiti per persi, in modo da non farmi troppe illusioni e non avere brutte sorprese».

Scottata dalla Borsa
Proprio in seguito ad alcune brutte sorprese in Borsa, invece, Alba Parietti si è convertita agli immobili: «Sono rimasta scottata, ho perso dei soldi e allora ho deciso di seguire il consiglio del mio ex fidanzato Giuseppe Lanza di Scalea». Quale? «Diversificare». Lo stesso di zia Isabella. «Col tempo è diventata una passione, quasi un secondo lavoro e soprattutto una garanzia che, anche in tempi di crisi, non rimarrò mai senza reddito».

La Parietti ha un sistema infallibile: «Compro case di pregio in zone che non si svaluteranno mai (Brera a Milano, i Parioli a Roma, o a Ibizia). Ma le compro da ristrutturare completamente. Ho frequentato il Liceo artistico e studiato Architettura, in più ho ereditato talento e gusto da mia mamma e mio nonno. Risultato: le progetto interamente, dai volumi ai materiali, seguo i lavori, facendomi aiutare da dei professionisti».

Possiamo farle conti in tasca? «Ho otto immobili, di cui quattro in affitto, ognuno con uno stile diverso, ognuno con finiture di pregio. Rendono bene». All’elenco delle famose col pallino del mattone va aggiunta Daniela Santanchè: pochi mesi fa ha fondato l’Immobiliare Dani la cui ragione sociale recita: «Acquisto, locazione e gestione di beni immobili».

La Lecciso e le altre non lo sanno, ma rappresentano il modello perfetto dell’investitore donna, stando ad alcuni dati che abbiamo raccolto. Secondo una ricerca del Centro Studi del Gruppo Toscano, su 100 case comprate, 60 sono intestate a uomini e 40 a donne. Lo stesso studio ha evidenziato come le percentuali diventino, rispettivamente, del 52 e del 48 percento se si prendono in esame solo single.

Non solo: i dati del Centro Studi di Scenari Immobiliari hanno evidenziato che, indipendentemente da chi si intesta la compravendita, nel 90 per cento dei casi la decisione di investire in un’abitazione viene presa, in famiglia, da una donna. Le caratteristiche che ci rendono ‘angeli del focolare’ (stabilità, attitudine alla cura, capacità di organizzare sistemi complessi e di gestire eventuali fallimenti) sono le stesse che orientano il nostro comportamento anche in fatto di investimenti.

Le differenze tra uomo e donna «Uomini e donne hanno anche in queste faccende approcci diversi», dice Enrico Rubaltelli, ricercatore in Psicologia dell’investimento in Borsa presso l¹Università di Padova. Rubaltelli, che da tempo analizza il ruolo delle emozioni negli investimenti, traccia un quadro piuttosto definito: «Gli uomini puntano sulla finanza, le donne sul mercato immobiliare e, quando optano per la Borsa, sono più prudenti».

Niente azioni spericolate, quindi, ma anche una buona dose di ‘fedeltà’: «Al contrario degli uomini, tendono a mantenere a lungo il tipo di investimento, che è il modo migliore per farlo rendere perché si limitano rischi e costi». Tra uomini e donne c’è anche un’altra differenza: «Quella relativa all’avversione alla perdita.

Un investitore donna che compra un’azione a 10 euro, la vende appena la vede scendere a 9 per limitare le perdite. Un uomo, per orgoglio e per non ammettere l’errore, tende a perseverare nell’investimento nella speranza che il valore risalga, col rischio invece di veder sfumare l’intero patrimonio». Fortuna che quando poi torna a casa trova una moglie che, tra un rogito e l’altro, lo consola.