La farsa dell’equo compenso: Aspirina per i giornalisti in crisi

di Alessandro Banfo

Si legge equo compenso, si traduce batosta allโ€™agonizzante mondo del giornalismo. Nonostante sulla sua approvazione si siano battuti per anni giornalisti precari e freelance la delibera governativa che la settimana scorsa ha accolto lโ€™accordo chiuso tra Federazione Italiana Editori di Giornali e Federazione Nazionale Stampa Italiana per la collaborazione coordinata e continuativa non ha soddisfatto proprio nessuno. Anzi, potrebbe avere effetti negativi per moltissimi giornalisti in Italia.
Lโ€™equo compenso dal punto di vista tecnico si traduce in un tabellario di cifre precise, che stabiliscono la paga minima per un servizio. Andando nel dettaglio, in 20,80 euro per un articolo su un quotidiano, 6,25 euro per una segnalazione ad agenzie e web (eventualmente integrata di un paio di euro se corredata da foto e video), 67 euro ad articolo per i periodici, 14 euro per un articolo su periodici locali; 40 euro per le tv locali, ma solo con un minimo di 6 pezzi al mese; 250 euro per un pezzo sui mensili. Se la produzione giornalistica รจ maggiore, perรฒ, si procede per scaglioni e i pezzi successivi sono retribuiti in misura inferiore. Cifre che fanno giร  parte di una delibera governativa per la quale verrร  emanato un decreto entro giugno. Lo stesso decreto, scrive in un comunicato la Fnsi โ€œche la prossima settimana dovrebbe definire i criteri di attribuzione dei fondi triennali per lโ€™editoriaโ€, dโ€™accordo con il sottosegretario con delega allโ€™Editoria Luca Lotti.

Il paradosso
Secondo lโ€™Fnsi questโ€™accordo rappresenta un toccasana per la categoria, perchรฉ riconoscerebbe a ogni effetto il lavoro autonomo giornalistico al quale venivano negati diritti essenziali e titoli negoziali. Il sindacato insomma insiste sul fatto che fino ad oggi il collaboratore contrattualizzato non avendo una retribuzione minima garantita consentiva prestazioni gratuite, che ora dovrebbero scomparire come i redattori abusivi. Ma lโ€™equo compenso rischia di trasformarsi in un vero e proprio boomerang per i precari di questa professione in crisi. Crisi certificata dai numeri della pubblicitร  o del fallimento di testate storiche come Lโ€™Unitร . Tanti giornali infatti riescono a sopravvivere pagando i propri collaboratori con cifre piรน basse di quelle che diventeranno obbligatorie per legge. In questo modo messi alle strette molti editori non potranno che reagire in una sola maniera: tagliando i collaboratori. Altro che tutele maggiori, sono sempre di piรน i professionisti che rischiano di restare a casa. Si tratta insomma di un accordo che colpisce la base del settore ma che lascia intatti i privilegi di altri Il vero problema รจ che, ad occhio, quattro quinti delle risorse finiscono ai giornalisti assunti e tutelati, il resto se lo dividono tutti gli altri. Si chiama โ€œmercato del lavoro dualeโ€ ed รจ caratterizzato dalla divisione tra gli โ€œinsiderโ€ iper-protetti e gli โ€œoutsiderโ€ senza garanzie. Come i giornalisti freelance, che nel panorama giornalistico non contano niente e non otterranno mai quello che chiedono. Il motivo? Sempre lo stesso. Sono pochi, mal organizzati e senza potere contrattuale

Coro di proteste
Dunque lโ€™accordo sullโ€™equo compenso non ha fatto felice proprio nessuno. In pochi giorni si รจ infatti scatenata la protesta, per motivi diversi, di autonomi, precari e persino dellโ€™Ordine dei giornalisti. Allโ€™interno della Commissione governativa lโ€™unico a non votare contro il testo รจ stato proprio il presidente dellโ€™Odg Enzo Iacopino, che ha sparato a zero parlando di โ€œrapina globaleโ€. In un post su Facebook ha parlato di โ€œgiorno della vergogna, perchรฉ precari e freelance sono stati merce di scambio per ottenere un rinnovo contrattuale. Ha vinto la Fieg con la complicitร  della Fnsi: con sei voti e il mio solo contrario restate condannati alla fame. Lo sconfitto sono io, rifletterรฒ su cosa fareโ€. Protestano anche alcune Associazioni regionali della stampa, a cominciare dalla โ€œromanaโ€. In rete รจ tutto un pullulare di critiche, petizioni, accuse. E alcune organizzazioni stanno cercando di organizzare una manifestazione a luglio. Un gruppo di giornalisti autonomi e precari ha lanciato una petizione in rete contro lโ€™intesa.