Perquisizioni e sequestri sono attualmente in corso presso la sede del Garante della Privacy a Roma. A bussare alla porta dell’authority sono stati gli uomini della Guardia di Finanza, su mandato della Procura di Roma, in un’indagine che sembra destinata a causare un vero e proprio terremoto.
Al momento non è ancora chiaro cosa abbia spinto i magistrati di piazzale Clodio a muoversi per questi primi accertamenti anche se, in base a quanto trapela, l’inchiesta sarebbe collegata ai recenti servizi televisivi di Report. Secondo l’Ansa risulterebbe indagato il presidente dell’Autorità, Pasquale Stanzione e gli altri membri dell’autorità.
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L’indagine sul Garante della Privacy
Il fascicolo, affidato al procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, sarebbe agli stadi iniziali e riguarderebbe le ipotesi di reato di corruzione e peculato. Ma non è tutto. L’indagine servirebbe anche a chiarire presunti conflitti di interesse e molto probabilmente anche alcuni presunti accessi abusivi a sistemi informatici rivelati proprio dalla trasmissione Rai di Sigfrido Ranucci, e finiti al centro di diverse puntate che hanno fatto scalpore.
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Il Movimento 5 Stelle chiede le dimissioni dell’intero Collegio
“Le perquisizioni e i sequestri negli uffici del Garante per la Privacy, con l’intervento della Guardia di Finanza e un’indagine aperta dalla procura dopo i servizi di Report, rappresentano l’ennesimo colpo durissimo alla credibilità dell’istituzione. Spese di rappresentanza e la mancata sanzione a Meta per i Ray-Ban Stories sono al centro di un’inchiesta che è solo uno degli elementi che da mesi mette in discussione scelte e comportamenti del Collegio. Lo stesso presidente Pasquale Stanzione risulterebbe indagato”. A rivelarlo sono gli esponenti M5S in commissione di vigilanza Rai Dario Carotenuto, Dolores Bevilacqua, Anna Laura Orrico, Gaetano Amato.
“In una situazione del genere, restare aggrappati alle poltrone è un atto di grave irresponsabilità. Così si espone l’istituzione al pubblico ludibrio e si nega la minima tutela del suo prestigio. Per questo ribadiamo una richiesta di semplice igiene istituzionale: l’intero Collegio si dimetta. Subito. Per rispetto dell’Autorità, dei cittadini e della funzione che essa dovrebbe svolgere”, concludono i pentastellati.
Il post di Ranucci
“Ispezione e interrogatori della Guardia di Finanza negli uffici del Garante della Privacy”. A scriverlo sul suo profilo Facebook è il giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci.
Nel suo post si legge anche che “in seguito ai servizi di Report, la procura ha aperto un’indagine. Al centro delle inchieste ci sarebbero le spese di rappresentanza del Collegio e la mancata sanzione nei confronti di Meta per il primo modello di smart glasses commercializzato dalla società di Mark Zuckerberg: i Ray-Ban stories”.
Articolo in aggiornamento