La grande fuga del ministro Maurizio Martina. La mozione di sfiducia è finita nel pantano di Palazzo Madama

di Stefano Iannaccone
Politica

di Stefano Iannaccone

Dal caso sull’Imu agricola al caos Xylella. Passando per la questione Ogm. Per finire con lo scioglimento del Corpo forestale. Il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, è stato messo sotto accusa su più fronti dal Movimento 5 Stelle. Che ha presentato anche una mozione di sfiducia al Senato. Ma il documento giace nei cassetti di Palazzo Madama ormai da un mese. E Martina, reduce dalla vetrina dell’Expo di Milano, sta evitando la graticola del dibattito in Aula. “È stato il ministro presenzialista dell’Expo, ma non è il ministro Agricoltura”, dice con una battuta a La Notizia il deputato della Lega Guido Guidesi. Altrettanto duro  il giudizio della senatrice del M5S, Daniela Donno, prima firmataria della mozione di sfiducia: “Martina ha dimostrato di non essere all’altezza, è inadeguato”.

CASI APERTI – Il ministro dell’Agricoltura ha sostenuto che “tutelare il reddito degli allevatori è il nostro obiettivo”. Parole che non trovano unanime accordo. “I dati del settore agricolo dicono altro. Molte realtà chiudono, soprattutto nel lattiero-caseario”, incalza il leghista Guido Guidesi, ex componente della commissione di inchiesta alla Camera sulla contraffazione. E sul tema della pirateria alimentare il parlamentare del Carroccio incalza: “Il governo non ha fatto sentire la propria voce in Europa”. Il ministero ha una sequenza di questioni da affrontare. A cominciare  dallo scioglimento del Corpo forestale, deciso dal Consiglio dei ministri. E ritorna in gioco la contraffazione: “Senza la Forestale sarà più difficile contrastarla”, avverte Daniela Donno. Ma il casus belli, che ha portato alla preparazione della mozione di sfiducia, è il problema Xylella. La contestazione è forte: l’abbattimento degli ulivi in Salento è iniziato senza l’evidenza scientifica sulla causa del disseccamento. Ma non solo. Il Movimento 5 Stelle punta il dito contro “il pasticciaccio brutto dell’Imu agricola”. Nel decreto erano indicati i Comuni esentati dal pagamento, seguivano la classificazione sull’altezza della casa comunale. Ma la scelta è finita nella bufera: la sede del Comune si trova talvolta più in basso rispetto ai territori effettivamente adibiti a coltivazione. Dopo le correzioni c’è stata la cancellazione salvifica dell’imposta nella Legge di Stabilità.

LATTE E OGM – Sul conto del ministro vengono addebitate altre responsabilità. “Va avanti con provvedimenti tampone”, analizza un altro senatore dei 5 Stelle, Luigi Gaetti. E non solo. “C’è anche il discorso dell’etichettatura, che è di competenza della ministra dello Sviluppo Guidi. Lui non ha fatto sentire la propria voce”, aggiunge il parlamentare. E infine sul tavolo si riapre il dossier sugli Ogm. Il ministero ha stanziato 21 milioni di euro in ricerca per il “miglioramento genetico attraverso biotecnologie sostenibili”. Ma la strada scelta solleva qualche perplessità. “Le tecnologie in questione – evidenzia Fattori – sono sotto esame. Si rischia di far arrivare così produzioni Ogm sotto un’altra veste”. Ma non importa: in Senato la mozione di sfiducia resta sott’acqua.

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