La Jihad a casa nostra. Sei arresti in Lombardia per terrorismo islamico. Una coppia era pronta a trasferirsi in Siria per combattere

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Nuova operazione contro l’estremismo islamico in Italia. Questa volta sono state arrestate sei persone in Lombardia accusate di “partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale”. Tra di loro c’è anche una coppia residente in provincia di Lecco con figli piccoli, due e quattro anni. Entrambi, Moutaharrik Abderrahim e Bencharki Salma, avevano organizzato un viaggio per la Siria per unirsi al Califfato.

IN GUERRA
La famiglia sarebbe dovuta partire insieme a un ragazzo marocchino di 33 anni, Khachia Abderrahmane, residente in provincia di Varese e fratello di un foreign fighter espulso dall’Italia nel gennaio 2015 con un provvedimento del Viminale e che sarebbe stato ucciso in Siria. Marito e moglie erano in contatto con un’altra coppia della provincia di Lecco già partita per la Siria: si tratta del marocchino Mohamed Koraichi e della sua compagna, l’italiana Alice Brignoli. I due, 32 e 39 anni, nel febbraio 2015 hanno abbandonato l’Italia con i tre figli maschi di 7,6 e due anni e si sono uniti allo Stato Islamico. Anche loro sono oggetto dell’ordinanza di cattura, anche se latitanti. Arrestata anche Wafa Koraichi, la sorella di Mohamed, che ha messo in contatto le due coppie. Come se non bastasse, gli arrestati stavano pianificando un attentato a Roma. Dalla Siria sarebbe stato proprio Mohamed Koraichi a chiederlo esplicitamente chiesto a Moutharrik. “Il profilo di novità è che non si tratta di una indicazione generica – hanno spiegato gli inquirenti – una persona specifica viene invitata a procedere in territorio italiano. E in particolare viene indicata la città di Roma come luogo di riferimento dei cristiani”. Questo ha portato la procura di Milano e gli uomini della Digos e del Ros a “chiudere l’indagine il prima possibile”. Alice e il marito Mohamed iniziano il percorso di radicalizzazione nel 2009, in concomitanza con la nascita del primo figlio: lei prende a indossare il velo e a studiare l’arabo, lui si fa crescere la barba e sempre più spesso si fa vedere in giro con una tunica bianca. Con il passare del tempo i due tagliano i ponti con le famiglie. Quindi, la partenza per il Califfato: prima la tappa in Turchia, poi il passaggio in Siria.

IL MARTIRIO
In una fotografia su Whatsapp, ora agli atti dell’inchiesta, i figli di Mohamed Koraichi vengono immortalati mentre inneggiano al martirio con il dito puntato verso il paradiso. I bambini fotografati sono i tre figli avuti da Alice e uno nato invece dalla relazione in Siria con la vedova di un martire. “È un’immagine che ci preoccupa – ha detto il comandate dei Ros, il generale Giuseppe Governale – perché questi bambini così indottrinati potrebbero essere domani i protagonisti del terrore. Quello che inquieta è l’immagine di 4 bambini in tuta da combattimento, una sorta di ‘cantera’ mutuando un termine calcistico, che allarma”. Insomma, piccoli jihadisti crescono.

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di Gaetano Pedullà

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