La Lega allo sbando rispolvera il tema degli sbarchi. In calo nei sondaggi il Carroccio prova a riprendersi accusando la maggioranza di aiutare i clandestini

dalla Redazione
Politica

Con il crollo nei sondaggi, per la Lega è scoccata l’ora di correre ai ripari rispolverando vecchi cavalli di battaglia buoni per guadagnare click e consensi. Del resto solo in quest’ottica si può spiegare la scelta miope del Carroccio di tornare a scagliarsi contro il presunto esodo dal nord africa, sfruttando ogni spiraglio – anche immaginario – per polemizzare con il governo mentre i cittadini alla politica chiedono ben altro ossia unità e sostegno. Insomma uno scontro surreale – e a senso unico – che vede in prima fila il solito Matteo Salvini che ieri ha tuonato: “1.561 sbarchi nei primi cinque mesi del 2019, schizzati a 5.024 nello stesso periodo di quest’anno: il governo chiacchiere-burocrazia-immigrati premia sempre di più i clandestini e inaugura l’iter della sanatoria” che “non accontenta il mondo agricolo che continua a chiedere dei voucher” e “nemmeno i lavoratori”. Un attacco che il Capitano ha concluso con il più classico degli slogan: “È tornato il business degli sbarchi: faremo di tutto per fermarlo, in Parlamento e nelle piazze. Siamo pronti a lanciare la raccolta firme”. Un tema, quello dei clandestini, caro al Carroccio tanto che poco dopo è intervenuto anche il vice presidente del Senato e parlamentare della Lega, Roberto Calderoli (nella foto) che sui flussi di migranti è andato dietro al suo leader affermando: “Il Governo non fa nulla, Malta li spinge nelle nostre acque e le Ong hanno ripreso a scorrazzare libere e incontrollate. E siamo solo all’inizio. Avanti così a fine estate ne arriveranno più di 200mila”.