La Lega cerca un nemico al giorno. Adesso vuole citare per danni l’Oms. Per gli eurodeputati del Carroccio gli errori cinesi sarebbero stati coperti

di Carmine Gazzanni
Politica

Ogni giorno un nemico diverso. Per la Lega adesso il nuovo rivale e responsabile della pandemia del Covid-19 sarebbe addirittura l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Seguendo le orme di Donald Trump, infatti, il gruppo dei sovranisti europei, Identità e Democrazia, guidata dalla Lega ha presentato a Bruxelles due interrogazioni fotocopia, indirizzandole una al Consiglio europeo e l’altra alla Commissione. Oggetto dell’atto proprio l’operato dell’Oms in questo periodo, tanto che si arriva a chiedere non solo le dimissioni del suo direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ma anche “quali azioni, in nome e per conto dei governi degli Stati membri”, il Consiglio da una parte e la Commissione dall’altra intendono “intraprendere nei confronti dell’OMS per rivalersi dei danni subiti dagli Stati membri stessi a seguito delle carenze colpose di tale organizzazione”.

LE DUE INTERROGAZIONI. Ma al di là di quanto si chieda nell’atto, le due interrogazioni suscitano interesse innanzitutto perché a firmarle sono tutti gli eurodeputati del gruppo ID, comrpesi dunque tutti i leghisti che, anzi, sono stati i proponenti, considerando che entrambi i documenti sono a prima firma Marco Campomenosi, salviniano di ferro e uno dei leghisti più rappresentativi della Liguria. “L’operato dell’OMS durante l’epidemia di Covid-19 è sempre più al centro di contestazioni – scrivono i sovranisti – iniziale sottovalutazione (per es. della contagiosità); azioni intempestive (per es. dichiarazione di emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale – PHEIC – e, successivamente, di pandemia); linee guida contraddittorie (per es. sull’uso di dispositivi di protezione individuale – DPI); particolare accondiscendenza verso l’operato del governo cinese, nonostante le sue responsabilità nella diffusione del contagio, persino quando esso ha cercato maldestramente di scaricarle su altri, segnatamente uno Stato membro dell’UE: l’Italia”.

Insomma per Campomenosi e compagni è stato un disastro. Molto più, a quanto pare, di quanto fatto (o non fatto) in Lombardia dal compagno di partito Attilio Fontana. Tutto questo, però, non deve sorprendere. Secondo i leghisti, infatti, “la crisi dell’OMS, in termini di efficacia, trasparenza e credibilità, risale ad anni addietro”. Nel 2010, ad esempio, “ammise le proprie carenze nella gestione dell’influenza H1N1, all’insegna di un allarmismo eccessivo e tale da portare all’accumulo di vaccini inutilizzati, con conseguenti sospetti circa le sue connessioni opache con alcune grandi case farmaceutiche”. Nel 2015 stesso copione: “ammise i propri colpevoli ritardi nella gestione dell’epidemia di ebola scoppiata l’anno prima in Guinea, Liberia e Sierra Leone”.

L’ACCUSA PURE DI CORRUZIONE. E in tutto questo non può che finire sul banco degli imputati, per i leghisti, direttore generale dell’OMS, l’etiope Tedros Adhanom Ghebreyesus, il quale da ministro della Salute dell’Etiopia, “fu criticato (non si sa bene da chi, ndr) per la gestione di tre epidemie di colera scoppiate durante il suo mandato (2005-12)”. Non solo: secondo Lega & C. “i legami politici ed economici privilegiati con la Cina, che ha instaurato durante la sua presenza nei governi etiopi (2005-16), gettano una pesante ombra sull’imparzialità del suo operato”. Insomma, tanto per non essere complottisti, il direttore dell’Oms sarebbe pure corrotto. Tanto basta per chiedere le sue dimissioni e pure un risarcimento.