La legge tutela tutti. Ma i magistrati di più

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di Antonio Rossi

Legge uguale per tutti e per i magistrati un po’ di più. Lo dice la stessa Cassazione, respingendo il ricorso di due avvocatesse di Trento, che avevano chiesto i danni per come erano state trattate da un giudice.

Privilegio garantito
Per la Suprema Corte il cosiddetto filtro di ammissibilità a tutela dell’attività dei magistrati dalle azioni definite “temerarie” per responsabilità civile ricopre la totalità della loro attività, non solo la “funzione strettamente giurisdizionale assunta come attività decisoria. In pratica toghe protette sempre e comunque dalle richieste di risarcimento danni. Un privilegio processuale sicuramente, a ribadirlo è sempre la III sezione civile della Cassazione, ma ritenuto utile visto che il lavoro dei giudici sarebbe diverso da quello di altri dipendenti pubblici. Il motivo? Per loro servono presidi costituzionali dei quali soltanto loro appunto possono godere. Una tutela in più e bene così.

Nessun indennizzo
La richiesta delle avvocatesse è stata respinta. Le due professioniste avevano chiesto un risarcimento danni al presidente di un collegio civile che, dopo aver rigettato un’istanza con cui loro chiedevano la rettifica di un verbale di udienza, le aveva segnalate all’Ordine degli avvocati. Le due avvocatesse si erano dette diffamate dal “contenuto ingiurioso” della trasmissione degli atti, ma non avevano anche querelato il magistrato, per accertare l’esistenza di un reato in sede penale. Nel ricorso in Cassazione contro la decisione d’Appello, le due legali avevano chiesto il rinvio alla Consulta della norma che subordina l’azione di responsabilità contro le toghe alla costituzione di parte civile e alla condanna irrevocabile in sede penale. E chiedevano inoltre alla Corte di riconoscere il diritto ad esercitare l’azione civile prescindendo da qualsiasi filtro di ammissibilità nel caso di “condotte penalmente rilevanti” che non ineriscono alle funzioni decisorie del giudice. Niente da fare. La tutela per i magistrati è massima. Un “tassello indefettibile dell’ordinamento repubblicano”.