La lezione del debito ellenico

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Il Fondo Monetario Internazionale ha ora fatto sapere – con straordinaria e poco diplomatica chiarezza – che non parteciperà alla spedizione punitiva dell’Unione Europea contro la Grecia. Bruxelles, che sta rapidamente esaurendo la lista di altre entità a cui dare la colpa per gli incredibili pasticci finora combinati, si ricorderà che il Fondo ha sede a Washington e probabilmente tenterà di insinuare che si tratti pertanto di un sabotaggio americano. Non attaccherà, anche perché l’FMI ha solo detto quello che è ovvio a chiunque non debba soddisfare l’elettorato tedesco. I greci quei soldi li hanno spesi, non ci sono più.  O, per dirlo con la Bank of England, “Non esiste scenario che preveda il rientro del debito greco”. I “cravattari” che fanno spezzare braccia e gambe ai loro debitori morosi – lasciandoli inabili al lavoro – non lo fanno per recuperare i soldi, ma per insegnare agli altri che devono “portare rispetto” e, ovviamente, saldare prontamente. Nel caso dell’Unione Europea, chi sarebbero esattamente questi altri? Anche una sola occhiata alla stampa popolare tedesca rivela che siamo noi. Noi, gli abitanti del “ventre molle” d’Europea, le popolazioni latine, una definizione che tra l’altro, almeno vista da Berlino, parrebbe sempre più comprendere anche la Francia. “Tenerci” il debito greco sarà doloroso per l’Italia. Per ora la parte italiana del buco ammonta a circa 600 euro per ogni abitante della Penisola, anche i neonati. Il calcolo è probabilmente destinato a peggiorare. Poniamoci una domanda però, anche nello spirito del rassegnato “chi ha dato, ha dato” che caratterizza il Paese. È meglio prenderci la bidonata – di questo si tratta – data dalla Grecia, oppure applaudire il bastone che potrebbe dirigersi in futuro proprio verso l’Italia? È forse sfuggito a qualcuno che l’austerità “all’italiana” non sta dando risultati neanche qui, che secondo dati freschi della Banca d’Italia, nel solo mese di maggio il debito della nostra Pubblica amministrazione è aumentato di 23,4 miliardi, per arrivare a 2.218,2 miliardi? Neppure abolendo le macchine blu per l’ennesima volta ci rientreremo. Cambia poco se ora sono grigie.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Adesso basta errori sul virus

Cantano vittoria come se avessero ottenuto chissà cosa, ma l’Italia che comincia a riaprire dal 26 aprile non è un successo delle destre. Con le solite balle a uso elettorale, Salvini & company da ieri stanno ingolfando i social per intestarsi il ritorno alla normalità

Continua »
TV E MEDIA