La linea di Zingaretti. Agenda condivisa ma gli alleati siano leali. Conte deve assumersi la responsabilità di guidare la cordata

dalla Redazione
Politica

Il Pd è pronto a fare la sua parte, con un pacchetto concreto di proposte, da mettere a gennaio sul tavolo della verifica di Governo. Ma Nicola Zingaretti avverte: il premier Conte deve assumersi la responsabilità di proporre un’agenda condivisa e guidare la cordata. E gli alleati, M5S e Italia viva, devono essere leali, non comportarsi come avversari o la corda si spezza rischia di spezzarsi. Perché la pazienza del Pd ha un limite di sopportazione. Il segretario dem tira le somme dopo settimane di fibrillazioni per la maggioranza sulla Manovra. Che, nonostante i distinguo, rappresenta un “buon risultato”. Ma ora bisogna guardare avanti: la “durata della legislatura” dipende da un “cambio di passo”, non certo dalle Regionali in Emilia e Calabria.

Zingaretti, aprendo i lavori della Direzione, che si concluderà con un voto unanime a sostegno della relazione del segretario – in cui si dà anche il benservito ufficiale al maggioritario a favore di una legge elettorale proporzionale – non sconfessa la linea tenuta finora. Anzi “continuiamo a credere nell’impianto politico di questa maggioranza, spesso messa in discussione, ma che oggi è ancora più valida che in agosto”. E assicura: “Non sarò io ad alimentare distinguo o minacciare crisi ma basta scaricare sulla maggioranza i problemi interni ai partiti. Una coalizione è una alleanza tra diversi, rispettiamo le diversità ma”.

Ergo: “Nessun ricatto, nessun ultimatum ma nemmeno uno scambio” tra le priorità di ciascun partito, serve “trasparenza di chi si assume la responsabilità”. E a gennaio, si’ alla verifica, ma non per dar vita a un “contratto”, che risponde ad altre e vecchie logiche. “Noi ci presenteremo con una condizione chiara di traguardi e provvedimenti, pochi, ma fondamentali se l’obiettivo non e’ solo quello di allungare di qualche mese la legislatura”. Per Zingaretti il compito di guidare la “cordata” spetta a Conte, ma anche la maggioranza deve fare la sua parte.