La ‘ndrangheta padrona del narcotraffico. La Lamorgese illustra la mappa delle attività illecite. Camorra senza rivali per entrature politiche

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Silenti, impegnate più a fare affari e a cercare agganci tanto nel mondo imprenditoriale quanto in quello politico che a sparare nelle strade, le mafie continuano a soffocare l’Italia e ad arricchirsi. Una fotografia aggiornata del fenomeno viene fornita nella relazione appena presentata al Parlamento dal ministro dell’interno Luciana Lamorgese e relativa all’attività della Direzione investigativa antimafia nel secondo semestre del 2019. Emerge così che la ‘ndrangheta, “più che mai viva nella sua vocazione affaristico-imprenditoriale”, resta saldamente leader nei grandi traffici di droga, con sempre maggior prestigio criminale a livello internazionale. Per quanto riguarda poi Cosa Nostra, la Dia ha accertato un rafforzamento dei rapporti tra esponenti di alcune famiglie storiche palermitane, i cosiddetti “scappati”, con la Cosa nostra americana, oltre a un “impellente bisogno” di risolvere l’annosa questione della leadership. La camorra invece risulta avere ancora dinamiche fluide e complesse. A Napoli coesistono, spesso nella stessa zona, gruppi diversi per struttura e scelte operative, mentre nel casertano il potere è sempre dei Casalesi. I sodalizi storici tendono comunque “a rifuggire azioni eclatanti” e appaiono orientati “a controllare i mercati legali, stringendo rapporti con il mondo imprenditoriale, le pubbliche amministrazioni ed esponenti politici”. Infine la criminalità organizzata pugliese e lucana, con una elevata specializzazione nel traffico di sostanze stupefacenti e delle armi.
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