La Notizia, un grazie lungo 5 anni. Il nostro giornale taglia un importante traguardo. Resta l’obiettivo di un’Italia piรน liberale e riformista

La Notizia, un grazie lungo 5 anni. Il nostro giornale taglia un importante traguardo. Resta l'obiettivo di un'Italia piรน liberale e riformista

Affacciati dalla finestra di questo giornale, oggi il panorama che vediamo รจ di un Pd al bivio, destinato a perdere pezzi, diviso tra la fedeltร  allโ€™ex segretario, gli appelli al senso di responsabilitร  (con la comoditร  di qualche poltrona) e la coerenza verso gli elettori. Cโ€™รจ poi un Governo comunque difficile da fare, un Centrodestra con Berlusconi in sala comando, seppure insieme a Salvini, i Cinque Stelle che fanno il pieno di consensi. Tutto attorno un Paese alle corde, denso di disuguaglianze sociali e territoriali, azzoppato dalle grandi riforme che chissร  perchรฉ solo qui non si riescono a fare. Chiudiamo la finestra, voltiamo verso lโ€™interno lo sguardo, e vediamo questo giornale che cinque anni fa usciva in edicola per la prima volta raccontando e denunciando uno scenario purtroppo quasi identico a quello attuale.

Allโ€™epoca fu il Centrodestra a spaccarsi, dopo il sostegno anche allora dato โ€œper senso di responsabilitร โ€ allโ€™Esecutivo di Enrico Letta. Poi un manipolo di parlamentari andรฒ a fare da stampella prima a Renzi e poi a Gentiloni. Un bellโ€™affare, di cui gli elettori si sono ricordati, spazzando via quasi tutti i compagni di viaggio di Alfano e Verdini, loro stessi ritiratisi dallโ€™ultima tornata elettorale. Un oblio identico a quello che adesso rischia il partito erede della storia del Pci, fortemente tentato dal tradire i suoi elettori con unโ€™ennesima giravolta di Palazzo, sostenendo Cinque Stelle o Salvini poco importa. Nel Centrodestra il Cavaliere non รจ piรน lโ€™azionista di maggioranza, ma per lโ€™antica indole al comando difficilmente ripiegherร  nel ruolo di secondo, ben cosciente del peso delle sue tv e dei giornali. I Cinque Stelle, infine, un botto di voti prendevano prima e ancora di piรน ne prendono adesso che stanno a un passo dalle stanze dei bottoni.

Rispetto a cinque anni fa anche la condizione del Paese non รจ cambiata di molto. Certo, gli indicatori economici ci dicono che il Prodotto interno lordo รจ tornato a crescere, ma se paragoniamo la nostra crescita con quella piรน vigorosa dei partner europei in realtร  continuiamo a indebolirci. Il motivo รจ che produzione e consumi sono leggermente andati avanti non per meriti nostri, ma perchรฉ la flessibilitร  di Bruxelles sui conti pubblici e la politica monetaria accomodante della Bce ci hanno messo un poโ€™ di benzina nel motore. I nostri compiti a casa, cioรจ fare le riforme strutturali su burocrazia, mercato del lavoro, giustizia – in una parola modernizzare lo Stato – ebbene non li abbiamo fatti o li abbiamo fatti per finta, con leggi dai nomi altisonanti, come il Jobs Act, con dentro appena un accenno dei cambiamenti radicali che servono.

Dunque lโ€™Italia ha piรน bisogno che mai di riformarsi, di liberare le energie e la capacitร  di fare che cโ€™รจ nel Paese, come dimostra anche questo quotidiano, nato per volontร  dei suoi giornalisti e di pochi investitori, con mezzi minuscoli rispetto ad altri gruppi editoriali, ma con una strada chiara: raccontare come meglio potevamo tutto quello che non funziona per migliorare la casa in cui viviamo tutti. Un giornale che ha macinato inchieste, fatto denunce, svelato i giochi nascosti di poteri grandi e piccoli senza sposare mai la logica del cupio dissolvi, ma in una chiave quanto piรน possibile costruttiva.

Lโ€™unica stella polare che ci ha guidato รจ stata la lealtร  con i nostri lettori, ai quali abbiamo dichiarato dal primo giorno il nostro orientamento riformista e liberale. In tempi difficili per i giornali, siamo riusciti a farci un poโ€™ di spazio, e di questo da direttore sento di dover dire grazie a una redazione che ha sempre anteposto una meravigliosa fame per questo mestiere rispetto ai sacrifici che abbiamo fatto. Ritengo un privilegio poter lavorare con tutti loro. Grazie ai nostri azionisti, a partire dal primo socio Vincenzo Zappalร , grande sostenitore anche nei momenti piรน complicati. Grazie allo stampatore Mario Farina e ai suoi collaboratori, alla nostra concessionaria per la pubblicitร  Ready To, anche questโ€™anno per il terzo esercizio consecutivo in attivo, a dimostrazione di una crescente considerazione degli investitori sul nostro lavoro. E Grazie piรน di tutti a voi lettori, a chi ci compra e chi ci critica. crescere con voi รจ unโ€™avventura fantastica.