La pandemia sbarca al Consiglio Ue. Resta lo stallo sul Recovery Fund. Conte chiede di fare in fretta, ma ammette le difficoltà. Pesano le richieste dell’Europarlamento sul Bilancio

di Raffaella Malito
Politica
CONTE MACRON

La recrudescenza della pandemia da Covid fa irruzione nel vertice del Consiglio europeo. Ieri, nel corso della seconda e ultima giornata di lavori, i leader hanno concordato sulla necessità di accelerare la cooperazione su tracciamento e test. Perché la situazione è seria e senza precedenti, dice il presidente del Consiglio Ue Charles Michel. Il premier Giuseppe Conte fa sapere che avrà un confronto periodico con gli altri leader per parlare di test, controlli, misure restrittive, vaccini. E il commissario Ue Didier Reynders annuncia una mappa settimanale del rischio per armonizzare le misure dei paesi, come quarantena, frontiere e procedure sui tamponi.

La premier finlandese ha lasciato il vertice per precauzione dopo essere stata avvertita di avere avuto contatti con una persona positiva. La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, in isolamento, ha annullato la visita a Roma prevista martedì prossimo. Ed è stato, causa Covid, annullato il vertice Ue che si sarebbe dovuto tenere a Berlino a metà novembre. Sul tavolo in questi due giorni diversi temi: dalle relazioni tra l’Ue e l’Africa al negoziato sulla Brexit, dal clima alla Turchia. E sullo sfondo il negoziato sul Recovery su cui c’è stato un aggiornamento.

“Dobbiamo chiudere al più presto”, ha dichiarato Conte. Che ha ammesso: “C’è ancora qualche difficoltà di ordine tecnico rispetto alle richieste del Parlamento e alla proposta attuale deliberata lo scorso luglio. Però non mi sembrano inconciliabili le cose. Stiamo parlando di un complessivo ammontare di 1.800 miliardi: si tratta di una richiesta del Parlamento che vuole preservare alcuni programmi a cui tiene molto, ad esempio Horizon, Erasmus. Ma credo che dal punto di vista anche tecnico si potrà trovare un modo per alimentare questi programmi”. Vogliono chiudere a stretto giro anche Parigi e Berlino. “Abbiamo avuto un accordo storico a luglio lo si può sempre migliorare ma non indebolire. Il mondo ci sta guardando, in particolare i mercati finanziari. L’epidemia ripiomba, dobbiamo definire una risposta orchestrata”, ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron.

“Sassoli ha detto chiaramente che il Parlamento Ue è interessato a una soluzione, non posso anticipare l’esito del negoziato ma ieri abbiamo sottolineato che a luglio abbiamo trattato 4 giorni e 4 notti quindi ora vogliamo fare il nostro meglio per assicurare che l’accordo sia attuato”, ha detto la cancelliera Angela Merkel. L’iter di approvazione definitiva dell’accordo sul Next Generation Eu, che comprende anche il Recovery fund, com’è noto, si è arenato, per via delle liti tra istituzioni (Parlamento contro Consiglio) sui tagli alle poste in bilancio e tra gli stati membri (frugali contro Polonia e Ungheria) sullo stop ai fondi per chi viola lo stato di diritto. Decisive le prossime settimane.

Sulla Brexit Michel ha detto che “non vogliamo un’intesa a qualsiasi costo” e ha ribadito che “l’accordo di recesso deve essere attuato pienamente”. Maggiori sforzi soprattutto da parte del Regno Unito, è quanto ha chiesto Macron. “Deploriamo le provocazioni e le azioni unilaterali della Turchia nel Mediterraneo orientale”, ha detto il presidente del Consiglio Ue, riconfermando le conclusioni del vertice straordinario di due settimane fa, in cui si lasciano chance al dialogo con Ankara fino a dicembre, prima di passare ad altre misure, comprese le sanzioni.

Sul clima decisione rinviata a dicembre. “Abbiamo valutato positivamente la prospettiva di arrivare al 55% delle riduzioni rispetto al 1990 entro il 2030”, ha spiegato Conte, ma “è una prospettiva molto impegnativa per molti Stati”. Il premier ha lasciato il vertice in anticipo per poter partecipare ai funerali di Jole Santelli svolti a Cosenza.