La paura, sei talk e tanti volti. Un Festival a Matera per affrontare i nostri mostri. Dalla mafia alla banalità, ecco come si vince il terrore

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Viviamo in un’epoca caratterizzata da insicurezza, instabilità, tremori personali e collettivi. Disastri ambientali, emergenze climatiche, crac di Borsa, malavita organizzata, mafie straniere, terrorismo, flussi migratori, sciami di fake news, corruzione ad ogni livello, disoccupazione, istituzioni latitanti e governi instant. E tutto questo ci arriva amplificato da una trama mediatica che non sempre ci dà la giusta percezione di problemi sociali e complessità biopolitiche.

A questo nodo di grande attualità il giornalista e filosofo della comunicazione Carmine Castoro (nella foto) ha dedicato sei riuscitissimi talk a Matera, nell’ambito della sezione Filosofia&Massmedia di cui è stato direttore scientifico, all’interno della prima edizione del festival internazionale “Malta meets Matera -Matera meets Malta” 2018 e 2019 ideato dalla giornalista ed autrice tv, di origine lucana, Mariangela Petruzzelli.

Più nello specifico della sezione filosofica i sei talk-lectio hanno avuto come protagonisti personaggi della cultura, dell’università e del mondo pop, ognuno pronto a declinare una “sua” paura, cioè un “petalo” del variegato mondo che riguarda le angosce del tempo che stiamo vivendo. Il filosofo Paolo Ercolani che ha scelto “Paura di vivere”, e parlato anche del suo ultimo libro “Figli di un io minore” dove, esemplarmente, ha spiegato come la democrazia sia retrocessa a un regime di ignoranza e stupidità televisiva, a un sistema “misologo”, che odia, cioè, ogni forma di riflessione, ragionamento, spirito dialettico.

Emilio Orlando, giornalista di cronaca nera, ha parlato di tifo violento e della paura degli ultrà; Alberto Nutricati, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno di Lecce, opta per un intervento sulla paura dei mostri prendendo spunto dal suo ultimo libro “L’enigma delle fiabe” in cui descrive i simboli che intrecciano letteratura, psicanalisi, filosofia.
Leonardo Palmisano, giornalista e sociologo ha poi affrontato il tema della paura della mafia. A seguire, il filosofo della complessità messinese Giuseppe Gembillo, ha scandagliato un aspetto laterale, ma non meno intrigante, della paura della banalità. Il finale del Festival ha visto Greg, del duo comico Lillo&Greg parlare delle sue paure: una simpatica auto-presentazione del travolgente showman che ha svelato le sue ombre, e di come il tema della paura e del mistery è entrato in molti link del suo lavoro teatrale, cinematografico, satirico e di scrittura.