La pizza simbolo italiano? Macché ormai parla straniero: per metà la fanno gli egiziani e cinesi

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La pizza, si sa, è un simbolo italiano per eccellenza. E proprio la sua bontà l’ha resa famosa in tutto il mondo. Talmente tanto da aver attirato l’attenzione di migliaia di stranieri arrivati in Italia, che l’hanno sfruttata come una possibilità di lavoro. Uno studio della Camera di commercio di Milano ha infatti stimato che il 50% delle pizzerie del capoluogo lombardo sono gestite da migranti. Giusto la metà. La più grande rappresentanza è quella egiziana, che gestiscono il 20% delle pizzerie milanesi. A seguire ci sono cinesi e turchi, sempre più a loro agio tra impasto, mozzarella e pomodoro.

Tuttavia, la ricerca annota anche come le attività di ristorazione siano sempre più miste: al fianco della pizza è possibile trovare il kebab, specie se il proprietario è un turco, oppure un involtino privamera, nel caso del titolare cinese.

E la tradizione della pizza italiana?
Insomma la pizza fatta da italiani occupa ancora la metà del mercato a Milano. E sicuramente a Napoli la proporzione sarebbe diversa, visto il legame viscerale della città partenopea con uno degli alimenti più rappresentativi della cucina locale. Ma il trend racconta di una oggettiva mutazione in atto.

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