La politica che sta con Silvio. Già a caccia dell’eredità. Epigoni naturali sono Renzi e Salvini. Ma il patrimonio elettorale di Forza Italia può disperdersi

di Giuseppe Vatinno
Politica

Marta Antonia Fascina, algida trentenne e neofidanzata di Berlusconi, è anch’essa positiva, come l’ex cavaliere e i figli Luigi e Barbara. Insomma, un’ecatombe in famiglia. E dire che l’ex premier è sempre stato attentissimo, tanto da trasferirsi a Nizza durante il lockdown o nel chiedere il tampone a chiunque lo incontrasse, tranne uno, e cioè quel Flavio Briatore proprietario del focolaio Billionaire che ha molto probabilmente contagiato l’amico.

Detto questo, e pur facendo gli auguri di pronta guarigione, la notizia ha fatto subito sussultare il mondo della politica perché a nessuno sfugge che l’ex proprietario del Milan ha una età ragguardevole – compirà 84 anni a breve – e essersi beccato il virus, anche se è asintomatico, non è una bella cosa. Matteo Salvini gli ha mandato un “abbraccio virtuale” un po’ sfottendolo, ma resta il fatto che se Berlusconi dovesse ammalarsi o peggio, il Centrodestra e anche la politica italiana verrebbero raggiunti da un tsunami, perché Forza Italia è una delle colonne dell’alleanza all’opposizione e i suoi voti fanno gola a molti. Vediamo a chi.

TROPPE DIFFERENZE A DESTRA. Forza Italia aderisce, al contrario degli altri partiti della coalizione, al Partito popolare europeo, insomma ai “democristiani” europei e quindi è un movimento politico di stampo liberale, liberista e cattolico. I suoi elettori sono dei conservatori, dediti in genere alla libera intrapresa, appunto cattolici tradizionalisti che guardano con occhio critico Papa Bergoglio e le sue aperture considerate avventuriste. Il movimento politico più vicino a questi ideali è Italia Viva di Matteo Renzi, che al di là dei proclami di facciata, sensibile proprio a tutti e tre valori prima elencati.

Renzi, per uno strano gioco del destino, è attualmente in una maggioranza di Centrosinistra, anche se la passata esperienza del Nazareno proprio con Berlusconi fa capire come tra questi due non ci sia mai stata una vera distanza politica. Non per niente Renzi era il cocco di Arcore nella fase della scalata al Partito democratico. Cocchità sancita del resto da pranzi e subdoli messaggini sms (WhatsApp allora non era diffusa) ed un mitico “Tu mi somigli” sfornato da B. su un piatto d’argento al gaio senatore toscano che si avviava a fare le scarpe a tutti i maggiorenti del partito, salvo poi riceve lo stesso trattamento finito l’arco del potere.

PIÙ LEGHISTI CHE MODERATI. Un altro pretendente alla dote di Forza Italia è chiaramente Salvini che è liberista, cattolico ma non liberale. In questo caso forse proprio la componente cattolica del “Capitano” – si badi bene non della Lega tout court – potrebbe esercitare il fascino più forte sull’elettorato azzurro più conservatore, xenofobo e intransigente. Una figura di mediazione in tal senso è da ricercarsi in Giancarlo Giorgetti ex uomo forte della Lega nella coalizione giallo – verde ed ora poco in vista. Per quanto riguarda invece Giorgia Meloni il suo rapporto con Berlusconi è psicanalitico.

La romana ne fu ministra giovanissima appunto alla “Gioventù” e fu trattata con condiscendenza dal Capo che lei guardava con rispetto filiale e per cui fece anche considerevoli passi indietro dalla sua visione di destra intransigente e nazionalista. Tuttavia, la natura stessa di Fratelli d’Italia e il suo attuale collocamento ai confini con la destra estrema non sembrano molto appetibili per l’elettorato moderato di Forza Italia. Dunque il discorso dell’eventuale eredità politica resta un fatto tra i due Mattei.