La Polizia lascia fare? Colpa del G8 di Genova. Dopo il disastro ligure è praticamente impossibile intervenire sulla folla

Polizia G8
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Possibile che durante il lockdown venivano fermati anche i pensionati e controllata la loro busta della spesa e ora si assiste a incredibili assembramenti senza che le forze dell’ordine intervengano? Possibile che dei manifestanti violenti diano l’assalto a un banchetto di una forza politica (leggi l’articolo), il M5S, dove è presente anche un senatore, Daniele Pesco, e nessuno li fermi prima? È possibile e, anche se comprensibilmente la maggior parte dei cittadini fa fatica ad accettare una simile realtà, è forse anche giusto.

Dopo i drammatici fatti del G8 di Genova prima di impiegare la forza chi è incaricato di controllare l’ordine pubblico ci pensa due volte e comunque intervenire in alcune situazioni è un rischio troppo alto, con conseguenze troppo pesanti per poter poi essere accettate. L’ordine di ingaggio non scritto per poliziotti e carabinieri è dunque quello di fare in modo che quando si raduna, in maniera autorizzata o abusiva, una gran folla, si faccia in modo che nessuno si faccia male e poi, raccolti tutti gli elementi necessari per risalire alle diverse responsabilità, che vanno dall’organizzazione di un evento abusivo ai danneggiamenti, successivamente si possa procedere contro chi ha commesso reati.

Mentre il solito Matteo Salvini, come al solito a corto di argomenti, rispolvera il tormentone dei barconi per attaccare la ministra dell’interno Luciana Lamorgese, c’è un problema grande e reale che deve affrontare il Viminale, a cui il Capitano quando era alla guida di quel dicastero non ha neppure provato a trovare soluzione, ed è quello di una efficiente gestione delle piazze, dove da anni la violenza è tornata a dilagare. Una piaga europea, a tratti mondiale, e non solo italiana.

“Dopo Genova di disperdere la folla non se ne parla”, specificano qualificate fonti di polizia a Roma. Venti anni non sono bastati per rimarginare le ferite del G8. Una resa? Solo una scelta. Quella del meno peggio. Ma da una parte anche il segnale che sull’ordine pubblico sta crescendo il livello di preparazione delle forze dell’ordine.

Il ricorso alla violenza è infatti sempre considerato indice di una maggiore impreparazione degli agenti. Quello su cui il Governo e in particolare il Viminale dovrebbero lavorare maggiormente sembra invece l’attività informativa, l’unica che consente di isolare i violenti prima che si mischino agli altri manifestanti o che scendano in strada.

Leggi anche: I violenti si sentono protetti. L’editoriale del direttore Gaetano Pedullà.