La possibile vittoria di Pirro a Mosul. Dopo la sconfitta dell’Isis, è allarme attentati terroristici in Europa

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L’avanza sta proseguendo inesorabile: l’esercito iracheno, insieme ai suoi alleati, sono già entrai in alcuni quartieri di Mosul, seconda città dell’Iraq per importanza e grandezza, da oltre 2 anni controllata dall’Isis. Ed è proprio a Mosul che Abu Bakr al-Baghdadi si è autoproclamato Califfo in quella che resta la sua unica apparizione in video da quando è diventato leader dell’organizzazione terroristica. Secondo le informazioni fornite dai vertici militari di Baghdad, il varco è stato aperto nel quartiere orientale di Karama: i reparti speciali, addestrati per mesi dai generali statunitensi, sono entrati Gagjali, sobborgo a est del centro di Mosul.

I miliziani islamisti stanno opponendo una strenua resistenza, usando molto spesso la popolazione civile come scudo umano durante gli scontri a fuoco e facendo ricorso ai kamikaze per provocare il maggior numero di perdite tra le fila nemiche. Per gli abitanti è impossibile scappare: gli uomini del Califfo hanno ricevuto l’ordine di sparare a vista nel caso di tentativi di fuga. La differenza numerica, comunque, dovrebbe favorire la vittoria della coalizione che ha il cappello governativo. Il rapporto di forze è di circa 45mila uomini contro massimo 15mila. E non è escluso che l’Isis voglia evitare la carneficina dei suoi uomini, facendoli scappare.

Proprio per questo motivo la riconquista di Mosul viene descritta con una possibile vittoria di Pirro: molti foreign fighters farebbero ritorno in Europa con lo scopo di vendicare la sconfitta militare in Iraq. La strategia, denunciata da molti analisti, potrebbe essere quella di pianificare una serie di attentati terroristici nel Vecchio Continente.