La Rai diventa 2.0: digitalizzarla costerà 8,6 milioni. Maxi-bando su uno dei punti-chiave della riforma industriale di Salini, tra nuove app e contenuti esclusivi audio e video

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Uno dei punti fondamentali della nuova Rai targata Fabrizio Salini è svecchiare e digitalizzare. L’ha sempre detto l’amministratore delegato, a tal punto da inserirlo anche nel piano industriale approvato lo scorso marzo, facendo di questo aspetto un punto cardine della “nuova Rai” insieme alla convivenza di direttori “orizzontali” e per aree tematiche accanto ai canonici direttori di rete. E dopo le parole, ora si comincia a fare sul serio. Pochi giorni fa, infatti, è stato pubblicato un bando di gara da Viale Mazzini relativo alla fornitura di “Servizi a Progetto per lo sviluppo dei Sistemi Informativi Rai”.

Detta in questo modo, potrebbe significare tutto e il contrario di tutto: è andando a leggere nel dettaglio la documentazione che si capisce di cosa stiamo parlando. Il bando, suddiviso in due lotti, prevede nel primo caso la personalizzazione e manutenzione evolutiva dei Sistemi informativi esistenti; lo sviluppo, realizzazione e modifica siti internet ed intranet; e, ancora, lo sviluppo software per la gestione/digitalizzazione di contenuti multimediali audio e video. Non a caso uno dei punti-cardine della riforma Rai che mira, tra le altre cose, a un restyling totale di RaiPlay, al fine di creare un sito e un app molto più strutturati con contenuti eclusivi. A tutto questo si affianca il lotto 2, che ha per oggetto il “mantenimento di portali e applicazioni” che verranno create. Il progetto è molto ambizioso, esattamente come la torta in palio: oltre 8,6 milioni di euro. Un primo passo decisamente costoso per rivoluzionare la vecchia mamma Rai.

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di Gaetano Pedullà

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