La rete di Geronzi in Cassa Depositi. Da Gallia a Costamagna, tutti nel network di Cesare negli anni di Capitalia

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di Stefano Sansonetti

A volte ritornano. Non in prima persona, magari, ma attraverso una cerchia di manager e banchieri caratterizzata da un particolare elemento comune. Dalle parti di via Goito, sede romana della Cassa depositi e prestiti, qualcuno comincia a fare un nome: Cesare Geronzi. Siamo per caso alla vigilia del ritorno sul palcoscenico di un profilo che, in un modo o nell’altro, è stato tra i protagonisti della storia finanziaria italiana per circa 30 anni? La risposta, va da sé, non può essere sic et simpliciter affermativa. Diciamo, però, che sulla scena economica stanno salendo alla ribalta personaggi che in determinate fasi sono stati particolarmente vicini al banchiere di Marino. Si prendano i nuovi profili che il governo di Matteo Renzi, con quello che è stato definito un ribaltone, si appresta a insediare sulla tolda di comando della Cassa depositi e prestiti, controllata all’80% dal Tesoro e partecipata da 64 fondazioni bancarie. Se tutto va bene a giorni dovrebbe esserne nominato amministratore delegato Fabio Gallia, attuale Ad di Bnl (gruppo Bnp Paribas), destinato a prendere il posto di Giovanni Gorno Tempini.

IL PROFILO
Ebbene, Gallia è un manager che ha accompagnato Geronzi in tutti e 5 gli anni di vita dell’allora Capitalia, il gruppo creditizio nato nel luglio del 2002 dalla fusione tra la “geronziana” Banca di Roma e Bipop Carire. Basta dare una rapida occhiata al curriculum: nel 2002 Gallia è entrato in Capitalia come vicedirettore generale e Cfo, nel luglio del 2003 è diventato condirettore generale, nell’agosto del 2005 è stato nominato Ad della Banca di Roma e presidente del management committee di Capitalia, da cui è definitivamente uscito nel settembre del 2007. Insomma, nei cinque anni in cui Geronzi è stato il presidente-dominus di Capitalia, Gallia ha scalato tutte le gerarchie del gruppo. E se ne è allontanato quando già era stata realizzata l’ultima maxi-fusione orchestrata da Geronzi, ovvero quella con l’Unicredit all’epoca guidata da Alessandro Profumo. Ma torniamo alla Cassa depositi e prestiti. In questo caso il presidente voluto dal Governo al posto di Franco Bassanini, a quanto pare su “incisiva” indicazione del super consigliere di palazzo Chigi Andrea Guerra, è Claudio Costamagna, estrazione prodiana, per quasi vent’anni banchiere di vertice in Goldman Sachs. Si dà il caso che lo stesso Costamagna, nel maggio del 2007, venne nominato da Capitalia consulente per le alleanze strategiche proprio in vista dalla fusione con Unicredit. Alcune agenzie di stampa dell’epoca riportano che il banchiere ex Goldman Sachs venne nominato advisor da Capitalia proprio su indicazione di Geronzi.

GLI ALTRI
Certo, non si può parlare di Costamagna come di un uomo di riferimento del banchiere di Marino, ma sicuramente ne è stato un prezioso e vicino collaboratore nell’operazione con cui Geronzi ha portato Capitalia in dote a Unicredit e si è aperto la strada verso la presidenza di Mediobanca, conquistata nel 2007 poco dopo il perfezionamento della fusione. Che poi vale la pena di soffermarsi sugli incarichi Costamagna. Il banchiere, attualmente, è ancora presidente di Salini Impregilo. Nel gruppo delle costruzioni, guidato dall’Ad Pietro Salini, lavora come responsabile della comunicazione Lugi Vianello. Ecco, in questo caso si può parlare di un “geronziano” di lunghissimo corso. Vianello, infatti, nel 2003 è stato responsabile della comunicazione di Capitalia, nel 2007 (dopo la fusione) è passato come direttore centrale a Unicredit, nel 2008 è diventato responsabile comunicazione e rapporti istituzionali di Mediobanca, con Geronzi presidente, e nel 2010 è passato come responsabile della comunicazione di Generali, di cui nel frattempo il banchiere di Marino era diventato presidente. Insomma, tutti profili che più o meno devono dare a Cesare quel che è di Cesare.

IL CURRICULUM IMPAZZITO
Tornando all’iter di nomine in Cassa Depositi, poi, si registrano alcune curiosità. A quanto pare il curriculum di Costamagna, presidente “in pectore” della Cdp, sembra a dir poco impazzito. Fino a qualche giorno fa sul sito di Salini Impregilo, gruppo delle costruzioni di cui è presidente, si poteva leggere che Costamagna tra le altre cose è “presidente della Cdp – Cassa Depositi e Prestiti”. Ma come può essere possibile, se l’assemblea per le nomine deve ancora tenersi? Insomma, una forzatura bella e buona del “protocollo” istituzionale, sintomo che l’ex banchiere di Goldman Sachs sente la nomina in tasca. Sta di fatto, però, che nell’ultimissima versione del curriculum, sullo stesso sito, l’indicazione “presidente della Cdp” è sparita. Meglio aspettare, devono essersi detti quelli di Salini Impregilo, l’assemblea fissata per il 10 luglio (prima convocazione) e 14 luglio (seconda convocazione). In quella sede, tra l’altro, si dovrà cercare di “estrarre” anche la spina che riguarda Gallia, che il Governo vuole come nuovo Ceo della Cassa. Con un siluro giudiziario piuttosto a orologeria, infatti, in tempi recenti l’attuale Ad della Bnl è stato raggiunto da una citazione a giudizio dalla procura di Trani per una presunta truffa su derivati. Un “dettaglio” che lo rende di fatto ineleggibile in Cdp. Per questo l’assemblea dovrà modificare lo statuto per garantirgli il via libera. Nel frattempo, da quello che risulta, Gallia non si è ancora dimesso da Bnl. Ma per gli azionisti francesi della banca, ovvero il gruppo Bnp Paribas, è di fatto già venuto meno il rapporto con il manager che aspetta solo il via libera formale per andarsene.

Twitter: @SSansonetti