La rete di Orfini è fragile. Su Marino tregua già finita. E per fiatare sposta l’attenzione sul terrorismo

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Non ci sta a passare per un sindaco commissariato. E anche se è già ai ferri corti con i due assessori di peso imposti dal commissario Pd Matteo Orfini, ora per Ignazio Marino la priorità è spostare l’attenzione altrove, il più lontano possibile dalle difficoltà della sua amministrazione. E mentre ci siamo anche dai guai che a due anni dalla sua elezione lo hanno azzoppato: Mafia Capitale, il caos dei trasporti, i giornali stranieri che dipingono Roma come una città spazzatura. Di mettere una pezza dove serve però non si parla. E sulla vicenda dell’autista Atac sospeso dall’azienda degli autobus capitolini la distanza con il neo assessore Esposito si allarga.

DISSIDI IN GIUNTA
Meglio allora cambiare passo, sganciarsi dalle “rogne” di giornata e accendere un faro altrove. Quello che può fare un allarme terrorismo alla vigilia del Giubileo. E pazienza se a smentirlo arriva a stretto giro di posta la smentita da fonti dell’intelligence. Ma per Marino non fa niente. Il sindaco sta già parlando d’altro. Ecco così la firma di quattro protocolli con l’Autorità Anticorruzione di Raffaele Cantone. Allo stesso tavolo si siedono il sindaco che attende il giudizio del Viminale proprio sul livello di corruzione nella Capitale, chi controlla l’Anticorruzione e il prefetto Gabrielli che ha steso il rapporto su cui si baserà la decisione del ministro Alfano di sciogliere o no il Campidoglio per mafia. Un rapporto decisivo e per questo gli sguardi con Gabrielli non tradiscono rancore, nonostante sia noto a tutti che il premier Matteo Renzi voglia affidare al capo della Prefettura (e non al sindaco) la cabina di regia sul Giubileo.

I SERVIZI
Ai problemi di natura politica si aggiungono quelli riguardanti i servizi: dai trasporti all’igiene urbana. Il degrado nella Capitale è un triste refrain. Gli appelli perché la situazione si normalizzi continuano, così come le frecciate contro l’immobilismo dell’amministrazione comunale. Marino, per risolvere i problemi dei trasporti, ha proposto di vendere a privati quote dell’Atac, l’azienda dei trasporti. Una pia illusione, come gli ha fatto capire per bene l’ex sindaco Rutelli: per comprare quote dell’Atac in questo momento ci vorrebbe un emiro sotto l’effetto di stupefacenti! C’è, poi, chi invita i romani a prendere scope e palette per ripulire la città, ciascuno nel suo quartiere e nel suo spazio privato. “Roma sono io”, l’idea lanciata (dall’America latina) dall’attore Alessandro Gassmann per far partire un movimento di volontari disposti a pulire la città fa discutere. Ovviamente in chiave anti-Marino.

LA DELUSIONE
Ieri Sky Tg24 ha chiesto ai suoi ascoltatori se hanno fiducia che Marino riuscirà a sollevare Roma. E il 70% dei votanti era negativo. Non si tratta certo di un sondaggio scientifico, ma l’ampiezza dei numeri è disarmante. Un problema che turba Marino, ma anche il Pd e Renzi.

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di Gaetano Pedullà

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