La rete nascosta è il regno della contraffazione. Carte di credito, certificati universitari, forum sulle truffe. Il viaggio della Start up Trustev all’interno del deep web

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Il deep web – o web invisibile o, ancora, web sommerso – racchiude quella serie di informazioni della rete mondiale che i motori di ricerca tradizionali non sono in grado di segnalare. Si tratta di una vera e propria realtà virtuale parallela, criptica e difficilmente accessibile per le forze di monitoraggio e sicurezza del web. Internet è un mondo in continuo divenire, ricco di minacce, attacchi alla privacy, acquisizione di dati personali. Ma la vera faccia oscura del world wide web, come sempre, è quella che non si vede né si lascia scoprire e che può essere trovata solo da chi sia davvero interessato a farlo.

Alla scoperta del deep web: l’indagine di Trustev

Trustev, società irlandese attiva nella lotta alle frodi informatiche, ha compiuto un viaggio all’interno dello sregolato e criptico universo del deep web, per censire le attività, gli oggetti e i servizi più bizzarri celati dietro il velo del web invisibile. Dai numeri di carte di credito a certificati universitari, da poco decorose ma legali attività basate, più o meno lecitamente, sul sesso a vere e proprie iniziative criminali. Questo e molto di più è stato portato alla luce dall’indagine della start up d’Oltremanica.

Le vendite più bizzarre…

Stando a uno studio pubblicato da Nature, Google è in grado di indicizzare appena il 16% dei contenuti presenti su internet; di essi, quelli che viaggiano all’interno del web nascosto restano sconosciuti al crawler, in superficie non esistono neppure. E tra di essi, come ha rilevato l’indagine di Trustev, è possibile trovare di tutto, con una certa dose di creatività. Ragazze che per 20 dollari scrivono su qualsiasi parte del proprio corpo frasi scelte dall’acquirente e vendono la foto dell’opera; venditori di sabbia pura, riffe della rete in cui il montepremi è versato in Bitcoin, moneta virtuale non tassabile dai governi. E questa è solo la componente un po’ astrusa, ma lecita, dell’internet celato.

… e quelle illegali

Poi vi sono tutti quei business che, oltre che bizzarri, sono anche illegali. Lì il deep web dà il meglio di sé. È facile farsi raggirare, ad esempio da chi vende coupon a prezzi stracciati salvo poi rivelarsi dei truffatori che smerciano cartastraccia auto-stampata. E poi vi sono quei servizi reali, illeciti e apprezzati dal mercato, dall’abbonamento a vita a Netflix o a Spotify, numeri di carte di credito, pacchetti da dieci account della piattaforma Uber. E i più ambiziosi possono arricchire il proprio curriculum investendo circa 230 euro  nell’acquisto di certificati universitari, e si parla di università come quella Cambridge, mica robetta da nulla.

E non finisce qui

Di deep web se ne parla da sempre ma si conosce poco. Pochissimo. Si dice che il web invisibile sia una manna per i criminali, quelli veri. Circolano senza possibilità di essere tracciati beni e servizi come droga, documenti falsi, armi, qualcuno sostiene anche organi umani e killer di professione. Un universo a parte, che esiste ma non si vede e che non si può combattere. La Sin City della realtà virtuale in cui “se imbocchi il vicolo giusto , puoi trovare di tutto”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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