La Rete non perdona. I meetup sono pronti a processare la Raggi. Domani l’incontro degli attivisti

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Archiviato l’interrogatorio, per la sindaca Virginia Raggi è iniziato il processo politico. Quello degli attivisti Cinque Stelle, della tanto amata e temuta rete. Nel silenzio assordante di vertici e big del Movimento, infatti, il popolo del web ieri si è scatenato. Anche perché non vincolato ai rigidi paletti imposti, invece, via blog da Beppe Grillo a tutti gli eletti. Regole severe di comunicazione di fronte alle quali anche un parlamentare come Andrea Colletti che, a caldo, sulla vicenda polizze non aveva nascosto i suoi dubbi,  ieri, ha fatto (o dovuto fare) un passo indietro, dicendosi soddisfatto delle spiegazioni date dalla sindaca: “Continuiamo ad andare avanti contro il sistema che si è mangiato Roma e l’Italia”. La base però è un’altra cosa. E, così, sia la pagina Facebook della Raggi, sia il suo post sul blog di Grillo sono stati letteralmente inondati di commenti.  Tra stroncature e incitamenti, gli attivisti sono divisi. Se c’è chi, come Luciana, ribadisce la sua fiducia alla sindaca (“Mi fido ciecamente”), in tanti sono adirati. Come Donata che ironizza così: “Sei proprio sfortunata. Che brutta gente c’è in giro. Devo stare attenta che non me le intestino (le polizze, ndr) pure a me!”. La spaccatura tra giustizialisti e garantisti è la stessa pure sul blog a commento del post di Raggi. Non mancano i delusi come Ferruccio che, nel bacchettare la sindaca, manda un messaggio forte anche al Movimento: “Io credo che il fine non giustifichi i mezzi quando si tratta del M5s e della sua diversità. Da troppo tempo, con la scusa che ‘siamo in guerra’ si fanno eccezioni sui metodi decisionali e sulla trasparenza (che però si chiede agli altri)”, ha scritto. Per poi aggiungere: “A furia di eccezioni, invece, di cambiare le cose, sono le cose che cambiano te”. Ma non manca neppure chi, in maniera più o meno esplicita, chiede la testa della prima cittadina, come fa Danila: “Se lei è una ingenua ragazzotta non è adatta per fare il sindaco della Capitale d’Italia a nostro nome”.
L’iniziativa – Senza contare, tra l’altro, che ormai mancano poche ore all’appuntamento con la reunion dei meetup romani alla quale dovrebbe partecipare la deputata Roberta Lombardi, mentre mancheranno Alessandro Di Battista e Paola Taverna.  Gli attivisti si incontreranno domani all’Auditorium Seraphicum. Ed è lì che, nonostante il programma e la scaletta degli interventi siano blindati, la prima cittadina subirà il vero processo.  Un processo in contumacia dal momento che Virginia non si presenterà. Che l’aria sia questa lo ha confermato al nostro giornale un attivista storico di Roma: “Non ho fatto neanche un commento per ora. Aspetto domani per poter dire la mia e cioè che, come si dice a Roma, più che un sindaco abbiamo eletto una ‘sola’”.  E come lui saranno in tanti a presentarsi con l’elemetto. Pronti a chiedere e pretendere che il caso Raggi, dall’indagine per abuso d’ufficio e falso sulla vicenda nomine alla vicenda polizze appena esplosa, venga affrontato. Con buona pace delle regole scelte dai promotori.
L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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