La ripresa della Cina non è vicina. I mercati restano in tensione per la frenata del Dragone. E con le nuove incertezze sulla Grecia le Borse arretrano. Milano -2,64%

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La frenata dell’economia cinese rischia di continuare a lungo, nonostante le mosse a protezione avviate nelle ultime settimane dal Governo di Pechino e soprattutto dalla Banca centrale che ha svalutato lo yuan. Se a questo si aggiungono le difficoltà dei Paesi emergenti (Russia in primis), i volumi ridotti della settimana di ferragosto e le nuove incertezze che arrivano dalla Grecia, dove il Governo Tsipras che ha firmato gli accordi con l’Europa si è dimesso, ecco che ci sono tutti gli ingredienti per far venire pesantemente giù i mercati. Le Borse europee così hanno chiuso sui minimi di seduta penalizzate anche dall’apertura in forte calo di Wall Street.

 

Milano è stata la peggiore piazza del Vecchio Continente con il Ftse Mib in rosso del 2,64%, depresso da Prysmian (-4,6%), Mediolanum (-4,7%) e Buzzi (-3,8%) che paga l’esposizione sulla Russia. Vendite su tutto il comparto bancario mentre si salvano soltanto le società sotto Opa come Ansaldo (+0,5%) e Wdf (+0,2%).

 

Vendite meno accentuate anche sulle aziende dell’energia come Terna (-1,3%) e A2A (-1,3%). Sul resto del listino balza Sorin (+6,1%) dopo che il Tribunale di Milano ha respinto il ricorso di alcuni creditori contro la fusione con l’americana Cyberonics.

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