La riscossa del Corsera. La cura Cairo è già visibile a Rcs Mediagroup

di Francesco Giugni
Economia

Non c’è niente da fare: quando nelle aziende arriva al timone un manager che sa come muoversi nel proprio settore i risultati si vedono. anche se il settore è in crisi e l’azienda era arrivata sul ciglio di un precipizio. Esempio lampante è oggi Rcs Mediagroup, la società che edita tra l’altro Il Corriere della Sera, passata da appena due mesi sotto il controllo del gruppo di Urbano Cairo, per quanto massicciamente sostenuto da Banca Intesa. Rcs nei primi nove mesi dell’anno ha registrato ricavi netti per 709,4 milioni, in flessione del 4,5% rispetto al pari periodo 2015 a causa del calo dei ricavi editoriali e pubblicitari, parzialmente bilanciati dall’incremento dei ricavi diversi (+8,9 milioni). La crisi del settore si sente, insomma. però è a vedere gli altri dati sensibile che si nota già la mano del nuovo timoniere. La perdita netta è infatti migliorata di 109 milioni rispetto al pari periodo del 2015, attestandosi a -17,4 milioni (-126,4 milioni nel pari periodo 2015).

MENO DEBITI – Quanto all’outlook sul 2016, la società prevede proventi migliori di quelli attesi fino a oggi per l’intero anno, principalmente grazie al forte impegno sulla riduzione dei costi da sempre sbandierato da Urbano Cairo come strettamente necessario. Bene anche l’indebitamento finanziario netto al 30 settembre, che si attesta a 382,9 milioni, evidenziando anche qui un miglioramento rispetto alle previsioni per il periodo considerato. Ieri il titolo ha chiuso poco mosso, a quota 0,973, in flessione dell’1,22%.