La sfiducia a Lotti è tempo perso. Mentre il Paese aspetta risposte concrete che non ci sono

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Un altro giorno di parole infuocate e grida per presunti scandali. Con l’inchiesta Consip brandita ancora come un’arma. Il menù politico propone il solito piatto con la discussione al Senato della mozione di sfiducia al ministro dello Sport, Luca Lotti. Il risultato è certo: il dibattito finirà nel nulla. Il documento, presentato dal Movimento 5 Stelle, sarà respinto, perché non ci sono i numeri per mettere in difficoltà la maggioranza, dopo che pure gli scissionisti del Pd hanno annunciato la loro assenza dall’Aula al momento del voto. È vero che la battaglia politica prevede pure queste schermaglie. Il problema è che da mesi ci sono solo queste, mentre il Paese aspetta risposte concrete. Certo, i pentastellati porteranno a casa il loro contentino politico con i video degli interventi in Aula da far condividere sui social. Ma senza dare una vera spinta al lavoro parlamentare. Così per il Paese si tratterà solo di tempo perso. E resta esemplare, per capire l’aria di immobilismo che si respira in tutte le Istituzioni, l’ordine del giorno dell’ultimo Consiglio dei ministri: da discutere c’erano solo le “varie ed eventuali”.